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24/05/2012 19:25
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DOLOMITI-UNESCO: PERCHE' IL BENE RIENTRA NEI CRITERI

TRENTO - Tra i criteri stabiliti dall'Unesco per definire un bene Patrimonio dell'Umanità le Dolomiti ne soddisfano due: il settimo, ovvero quello su fenomeni naturali superlativi o bellezza naturale o importanza estetica, e l'ottavo, cioé quello riguardante la storia della Terra, caratteristiche e processi geologici e geomorfologici.

Per il primo criterio in questione, l'ente valutatore internazionale, Iucn (International Union for Conservation of Nature), nota che le Dolomiti lo soddisfano perché sono universalmente considerate tra i più attraenti paesaggi montani al mondo. La loro bellezza intrinseca deriva da una varietà di forme verticali spettacolari come pinnacoli, guglie e torri, in contrasto con superfici orizzontali tra cui cenge, balze e altipiani, il tutto emergente all'improvviso da estesi giacimenti detritici o da dolci colline. Una grande diversità di colori è data dai contrasti tra le spoglie e pallide rocce e dalle foreste e i prati sottostanti. Le montagne risaltano come guglie, alcune isolate, altre unite a formare estesi paesaggi.

Lo scenario distintivo delle dolomiti ha dato il nome all'archetipo 'paesaggio dolomitico'. Gli stessi pionieri della geologia, del resto, furono catturati innanzitutto dalla bellezza delle montagne e i loro scritti, disegni e fotografie sottolineano il fascino di queste montagne. Per l'altro criterio, le Dolomiti sono di valore internazionale per la geomorfologia. L'area presenta un'ampia gamma di forme rocciose, derivanti da erosione, movimenti tettonici e glaciazioni. La quantità e la concentrazione di una varietà estrema di formazioni calcaree è straordinaria e comprende alcune delle più alte pareti calcaree verticali al mondo. I valori geologici sono inoltre d'importanza internazionale e ne sono prova le piattaforme di carbonato del Mesozoico o gli atolli fossilizzati del Permiano-Triassico.

Le Dolomiti contengono anche molti settori d'importanza internazionale per la stratigrafia del periodo triassico. I valori scientifici del bene sono inoltre provati dalla lunga storia di studi e riconoscimenti a livello internazionale. Presi assieme, la combinazione di valori geomorfologici e geologici creano un bene di rilevanza globale. Per questo l'Iucn ritiene che le Dolomiti rispondano anche all'ottavo criterio.

I valutatori dell'Iucn infine sottolineano anche altri valori delle Dolomiti, pure se non rientrano tra i criteri di unicità stabiliti dall'Unesco. In particolare la regione dolomitica include aree d'importanza nazionale e regionale per la biodiversità. La flora della zona conta infatti circa 2.400 piante e le Dolomiti bellunesi da sole 1.350 specie, cioé un quarto della flora italiana, e 55 tipi di foresta.

Anche la fauna è tipica, ma è molto diversa in quanto differenti sono gli habitat, i livelli di altitudine e le caratteristiche biogeografiche. L'elemento più importante è la graduale ricolonizzazione in corso delle aree più isolate da parte di grandi carnivori, facilitata da un diminuito utilizzo del bosco da parte dell'uomo, sia nelle valli che nei pascoli alpini. Questo ha incoraggiato il ritorno di animali, come l'orso e la lince, in passato uccisi dai pastori per proteggere il bestiame. Tale diminuzione dell'utilizzo dei boschi favorisce inoltre l'espansione della foresta, accrescendo la capacità di adattamento dell'area ai cambiamenti climatici.