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» 2009-05-14 15:07
Gravi danni al 100% del patrimonio artistico
di Luca Prosperi

L'AQUILA - Il 100% del patrimonio artistico e culturale dell'Aquila e della zona del cratere è lesionato o in gravi condizioni. Ed è a rischio anche la memoria della città. Non si è salvato praticamente nulla nella città delle 99 Cannelle e famosa per le 55 Chiese. Lo conferma l'arch. Augusto Ciciotti del Dipartimento dei Beni Culturali d'Abruzzo. Gravissima la situazione delle chiese del capoluogo, da Collemaggio alle Anime Sante, drammatica quella dell'Archivio di Stato che aveva sede nel Palazzo del Governo totalmente crollato.

"Non sappiamo in che condizioni sono i documenti medioevali, libri e quant'altro riguarda la storia dell'Aquila - racconta Ciciotti - ma la stima dei danni complessivi è al momento incalcolabile. E ci vorranno anni per ricostruire". Il danno non riguarda solo monumenti o palazzi storici - non é rimasto in piedi neanche un campanile del cratere - ma anche l'indotto turistico che ha sempre portato un notevole introito all'Aquila e all'aquilano.

"Ora non possiamo fare nessun intervento. Ci vorranno mesi per fare un inventario, puntellare gli edifici, fare una lista dei danni, evacuare biblioteche, quadri, statue, cioé i beni mobili culturali e poi mettere in depositi, da individuare perché non sappiamo ancora dove metterli - riprende affranto Ciciotti - Prima va messo tutto in sicurezza per provare a salvare il salvabile. Ci sono riflessi sul tutto il territorio incalcolabili". L'Aquila ferita, tutto l'aquilano e parte delle provincie limitrofe violentate dalle scosse che continuano a scuotere la terra.

Distrutta la torre medicea di S.Stefano di Sessanio, gioiello architettonico del Gran Sasso - in cui sono crollate molte case ricostruite di recente - crollato in pezzi il bellissimo castello-rocca di Ocre, lesionata la chiesa sul tratturale di S.Stefano a S.Pio delle Camere, capolavoro romanico, lesionati o inagibili altri conventi e chiese in Val Peligna e nel pescarese, campanili sbriciolati a Rovere sull'Altopiano delle Rocche. Pochi i miracoli, poche le strutture che hanno resistito alla furia del terremoto. Proprio a S.Pio delle Camere, paese natale di Franco Marini, nessun danno al triangolare castello fortezza abbarbicato, mentre a pochi chilometri nella frazione di Castelnuovo ci sono stati crolli e vittime. E salva anche la Rocca di Calascio, splendido baluardo mediceo che fu abbandonato assieme al borgo nei secoli scorsi proprio a causa di un sisma.