MILANO - ''La grinta non è mai abbastanza": lo dice Giorgio Armani, ed è il commento alla sua sfilata, piena di pantaloni-guaina. Ma sembra un appello-invito a tutte le donne: il momento è di quelli che richiedono parecchia energia e la collezione Armani - spiega lo stilista - proprio questo vuole trasmettere. Un vigore Anni 80, quello del decennio che sembrava celebrare definitivamente "le magnifiche sorti e progressive.." del capitalismo, un periodo che ha visto i migliori fasti della moda. C'era, allora, un clima elettrizzante soprattutto per il made in Italy: ripensandoci, Armani ha forse nostalgia "per quella forza, per quella donna con i c....".
Battute a parte, lo stile che ritorna è un po' quello, ma rivisto, anzi, rivoltato: giacchine ora cortissime, perfino in cocco argentato o in velluto segnato da bottoncini come una divisa militare. Spalle sostenute, ma non più esagerate. Vernice nera (un po' fetish, come 20 anni fa) per baschetti e guanti. E tanti calzoni: finalmente, dirà qualcuno, visto che 're Giorgio' è stato il sovrano dei tailleur maschili in chiave femminile. Ma nella versione della linea Giorgio Armani per l'autunno-inverno 2009-2010, i pantaloni sono stretti, anzi stretch, incollati addosso a donne perfette.
Anche gli abitini sono elasticizzati, perfino in velluto e raso ("sono sicuro che andranno come panini" dice Armani), sempre corti e mai senza le calze coprenti ton sur ton. Il risultato non è castigato, la silhouette è in evidenza, ma protetta, quasi dovesse affrontare grandi cimenti. Di giorno sempre tacchi alti, anzi altissimi, dai quali si può scendere solo la sera per calzare stivali piatti che danno al passo un'andatura elastica ed elegante: "gli stivali di giorno sono scontati e non si possono far sfilare cose scontate" spiega lo stilista.
Ma neppure cose improbabili: "se avessi usato il colore sarebbe stato troppo, ecco perché la sera ha questi toni di grigio e questi grafismi raffinati e ricamati di luce". Infine una considerazione sulle lunghezze, sopra il ginocchio, "perché quel longuette che piace ancora tanto alle attrici americane - sentenzia Armani - invecchia". LA DONNA DIGITALE DI BYBLOS - Sembrano camminare in un'architettura 'rendering' le modelle che presentano la collezione per i prossimi freddi di Byblos. Lo stilista Manuel Facchini ha infatti pensato a una donna digitale per realizzare una collezione dalla forte impronta hi-tech, nata dallo studio di linee e forme sui programmi 'autocad'. Questa filosofia techno, apprezzata dall'attrice Martina Stella, ospite della sfilata, si declina in maglie 3D con effetti a piramide, nei plissé a nido d'ape, nei grafismi degli abiti che assumono consistenza plastica man mano che dalla vita scendono ai piedi.
SCERVINO PIU' CHE MAI SCERVINO - Scervino, più che mai Scervino, perché "la crisi va affrontata a colpi di creatività e non certo presentando capi mesti". E' questo lo spirito con cui lo stilista ha dato vita alla collezione per i prossimi freddi: "nei momenti difficili si tocca il fondo, ma poi la risalita è fortunata. Chi sprofonda è per debolezza o perché è stato prima imprenditore e poi stilista". Ecco allora una collezione che fa della sperimentazione il suo filo conduttore: contrasti di materiali, tessuti 'secchi' ma scultorei e abitini aderenti con corpetto dominano la sfilata chiusa dall'uscita di Elisabetta Gregoraci, ammirata a bordo passerella dal marito Flavio Briatore. MOTOCICLISTE UNDERGROUND PER C'N'C - Motocicliste un po' punk e può underground sfilano sulla passerella di C'n'c, marchio giovane disegnato da Ennio Capasa e prodotto dalla commissariata Ittierre. Per i prossimi freddi, lo stilista punta su una paillettes rivoluzionaria: non più ricamata su giacche e vestiti, ma fusa con la lana e inserita nel jersey per un effetto più opaco e dall'aria urban. Protagoniste della collezione anche le borchie, le cerniere in tutte le salse, i pantaloni da biker sagomati e con imbottiture protettive, le tute che terminano in tronchetti o stivali in camoscio e pelle.
SCARLETT JOHANSSON PER DOLCE E GABBANA - Scarlett Johansson sara' a Milano per la sfilata e il lancio del make up firmato da Dolce e Gabbana. L'attrice, fotografata da Solve Sundsbo, e' infatti il volto della prima collezione di cosmetici firmata dai due stilisti. ''Volevamo una donna in grado di sedurre senza alcuno sforzo, che suscitasse desiderio e ammirazione - dicono Dolce e Gabbana - abbiamo visto Scarlett e siamo caduti in estasi''. La protagonista di 'Lost in translation' presentera' insieme agli stilisti la loro collezione di make up alla Rinascente di piazza Duomo, il primo marzo alle 18.30, ed e' attesa anche per l'inaugurazione della mostra 'Extreme beauty in Vogue'.
FAY LANCIA GIACCONE ANNABELLE - Il giaccone sportivo 'Annabelle' e' l'icona della collezione Fay per il prossimo autunno-inverno disegnata da Giles Deacon. In cotone spalmato, con cintura alta in vita, ha il collo chiuso da una zip che si apre mostrando la stampa camouflage scelta anche per la fodera. La collezione disegnata da Deacon, chiamato da tre stagioni a dare un tocco di modernita' e romanticismo in piu' al marchio del gruppo Tod's, si compone di circa 40 pezzi, tra cui cappotti arricchiti da minute mantelle trapuntate o gilet oversize, piumini multicolor e trench in satin cangiante con applicazioni di rose in gros-grain su maniche, collo e profili.
HOGAN A CACCIA E PESCA - I codici stilistici della caccia e della pesca vengono ridisegnati in chiave urbana, e persino sexy, nella nuova collezione Hogan (Tod's) dove il tradizionale anorak si rinnova in un materiale tecnico spalmato con coulisse in vita e grazie alla fodera laminata, il collo a vulcano e le cerniere diagonali sui polsini. Anche l'iconica calzatura Hogan sperimenta nuove proporzioni con il plateau dal volume pieno.
JIL SANDER E BURBERRY PRORSUM, LINEE A TUTTO VOLUME
Linee a tutto volume per Jil Sander e Burberry Prorsum, in passerella oggi a Milano. Quella firmata Jil Sander e disegnata da Raf Simons e' una collezione molto preziosa con un doppio tema: da una parte un omaggio alla fondatrice Jil, con la rivisitazione della sua eredita', fatta di linearita' sofisticata, lusso minimalista e cerebrale, con pero' materiali speciali come il cashmere di cincilla' e zibellino, e tocchi eccentrici come un soprabito trompe l'oeil, che dietro e' un coat e davanti un tailleur.
In questo omaggio, che accontenta anche il mercato, Simons inserisce un tocco eccentrico con il tributo a un ceramista francese del 900, Paul Chambost. Il risultato e' un'estremizzazione dei volumi e delle silhouette, data da strutture sinuose e rigidita' dei materiali, che suggeriscono vagamente un'ispirazione Capucci. Ecco quindi l'abito a clessidra con il collo che si apre come un vaso e quello con una grande corolla scultorea a spirale sul corpo. Estremizzazione dei volumi anche da Burberry Prorsum, in chiave piu' british, ma anche molto attenta al momento.
''Questa fase richiede meno durezza - dice il direttore creativo Christopher Bailey - una moda che non spaventi, che rassicuri, per questo ogni pezzo e' speciale, ma anche familiare, e c'e' un ritorno all'oversize''. Ampio e comodo, ma anche molto trendy, come e' ormai nel dna della casa inglese, il trench di cotone di un beige caffelatte (colore d'archivio scelto per questa stagione), simbolo di una collezione molto iconocografica, con tanti trench, anche in camoscio e in lana tricottata e laccata, il classico check che diventa piu' scuro e il tartan del kilt che si spegne come fosse spolverato di nero. Le cappe in visone e volpe si esaltano nel contrasto con la leggerezza degli abitini dall'aria molto inglese, pieghettati, in colori anche molto chiari, sempre un po' scostati dal corpo. Accessorio cult la 'Woolf bag', un borsone in alligatore lavato ispirato alla scrittrice Virginia. Ai piedi scarpe in gomma con tacco alto 18 cm (ma il piede ne sente solo 10 grazie a un'alta zeppa). Curiosi bracciali e collane in catene di filo spinato.