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» 2009-02-18 17:46
Decollano gli ascolti, il Festival e' salvo
(dell'inviata Mauretta Capuano).

Il Festival è salvo. Con oltre 14 milioni di telespettatori (47.10% di share), nella prima parte della serata, e un picco di più di 16 milioni (16.162.000) alla fine della performance di Roberto Benigni, Sanremo non rischia più l'estinzione. Bonolis é riuscito a compiere il miracolo da tutti atteso con un risultato che è tra i migliori in assoluto di questi ultimi anni, secondo solo al suo primo Festival nel 2005. E ha superato di oltre dieci punti di share la media ponderata del festival dell'anno scorso: 47,93% ieri contro il 36,46% della prima serata del 2008 (e circa quattro milioni di spettatori in più). La qualità, la centralità delle canzoni, i big ospiti: innegabile il valore di tutto questo per realizzare un buon Sanremo ma, che piaccia o meno, tutto deve passare per la forca caudina degli ascolti. "Dopo tutte le polemiche che ci sono state, questa è la risposta che preferisco: quella in cui parlano i risultati", ha detto il direttore generale della Rai, Claudio Cappon che si è complimentato in diretta telefonica con Bonolis. "Un festival - ha insistito Del Noce - che chiede i complimenti per la qualità ma non faccia ascolti è come porre una bella corona sul capo di un defunto" e, ha aggiunto, "ieri i bookmakers davano quote più favorevoli per la fine del festival nel 2011 che per la sua continuazione". Insomma, alla fine è l'Auditel a determinare il destino della manifestazione, in uno contesto in cui gli scenari della tv generalista mutano rapidamente, lasciando sempre più spazio alle piattaforme satellitari. "E' una questione di vita e di morte. O ci sono i risultati o è crisi", aveva avvertito senza mezzi termini il direttore di Raiuno prima dell'esordio del Festival spiegando che a preoccupare era soprattutto la disaffezione alla kermesse. Adesso potrà dormire sonni più sereni perché un buon esordio garantisce un andamento positivo del Festival.

"Un risultato così ci fa vivere con tranquillità i prossimi giorni. Il problema non era Bonolis - ha spiegato Del Noce - ma la disaffezione al Festival". Certo, dopo il Sanremo flop di Baudo l'anno scorso, che non ha mai superato i dieci milioni di telespettatori (nella prima parte della serata d'esordio: 9.518.000, share 35.01% e nella finalissima 9.641.000, share 39.48%) non era difficile ottenere qualche punto in più. La strada era comunque in salita e le attese sono state superate: nel 2005, con una contro-programmazione definita dal direttore di Raiuno meno forte di quella di quest'anno e un minor peso delle piattaforme satellitari, Bonolis aveva ottenuto 16.599.000 (share 54.69%) nella prima parte della serata d'apertura e 13.745.000 (share 48.82%) in quella di chiusura, finita con molto anticipo per il ritorno dall'Iraq della salma dell'agente segreto Nicola Calipari. Anche confrontando le medie ponderate (54,78% quattro anni fa e 47,93% ieri sera) lo scarto risulta non elevato. Certo, la genialità di Benigni e la sua performance di mezz'ora, seguita da 15.361.000 (share 55.54%) hanno dato una grande impennata al Festival ma, anche se il picco assoluto di spettatori è stato alla fine della sua performance alle 22.59 con 16.162.000 spettatori quello in share, del 60,79%, è stato raggiunto in chiusura del festival, all'1:17, quando Bonolis leggeva la classifica della giuria demoscopica.

 "Ieri è tornata la gara a Sanremo", ha fatto notare Del Noce. L'ottimo esordio porta ottimismo anche per le prossime serate: "Questa sera ci sarà ovviamente un calo fisiologico ma il festival può mantenere il ritmo della prima serata, si potrà difendere" anche senza Benigni ha detto Bonolis che non si sente "il salvatore di alcunché". (ANSA).