Renzo Foa: tanti abbagli, confuse liberazione con liberta'
Il '68 e' stato "un moto di liberazione che però ha preso molti abbagli, primo fra tutti l'aver scambiato la parola liberazione con la parola libertà, e l'anti-democrazia con la democrazia. Sono passati 40 anni e il tempo ci ha aiutato a capire quali sono stati questi errori: così Renzo Foa, direttore del nuovo Liberal quotidiano, intervenendo al meeting internazionale Cambio di Stagione, organizzato dalla fondazione Liberal.
All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, i direttori del Sole 24 ore Ferruccio de Bortoli, del Tg2 Mauro Mazza, del Messaggero Roberto Napoletano, il consigliere Rai Gennaro Malgieri e il vice coordinatore di Forza Italia Renato Brunetta. Per de Bortoli, il '68 ha lasciato ''un'eredità negativa, il mancato rispetto della persona, calpestata e umiliata". Anche se "c'é stato un aspetto positivo, il concetto di partecipazione". Secondo il direttore del Sole 24Ore, "é giusto che ci sia un'interpretazione critica del '68''.
E aggiunge: "Probabilmente nel '68 qualcosa e' stato anche spinto dall'idea che bisognasse cambiare i costumi e la politica, salvo le degenerazioni che ne sono venute. Il '68, contraddicendo il merito e ribellandosi all'autorità, ha in qualche modo la grande responsabilità dell'assoluta immaturità civile e politica del nostro paese".
De Bortoli ritiene che "il ripensamento sugli errori fatti all'epoca non si è ancora concluso" e sottolinea: "Abbiamo avuto il mito di Che Guevara ma anche di Pol Pot, tramutati da personaggi della storia in icone che hanno trasformato il costume della società italiana". "Non possiamo ogni 10 anni ricordare un non-evento e dire sempre le stesse cose", sostiene Malgieri, per il quale nel '68 ''il merito è stato demonizzato, così come la verità dei padri, e il pensiero unico ha prodotto un nichilismo le cui manifestazioni più evidenti non sono modelli strutturali politici, ma la mercificazione di tutto quello che una volta era avvolto nella sfera della dignità". Brunetta da parte sua parla di "distorsione di massa dei valori borghesi che il '68 voleva affermare e che invece ha contribuito a eliminare totalmente''. E conclude: "Prendiamo atto di questa grande mistificazione, per non parlarne più".