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» 2008-11-22 17:59
Liberazione, in redazione ha lasciato forte segno
ROMA  - Grande commozione e costernazione a Liberazione dove si ricorda che Sandro Curzi "ha lasciato una traccia emotiva molto forte. E' stato il primo direttore importante che abbiamo avuto, quello che ci ha svezzati". Il quotidiano di Rifondazione Comunista, che domani dedicherà a Curzi un numero monografico, oggi si sta occupando solo della morte del giornalista. "In questo momento - dice l'attuale direttore di Liberazione, Piero Sansonetti - le altre notizie non sono importanti. Le due grandi imprese di Curzi sono state il Tg3 e l'invenzione di questo giornale piccolo piccolo, combattivo e cattivello.

Lascia un segno forte sul giornalismo, in particolare di sinistra". In redazione stanno arrivando centinaia di messaggi di politici, giornalisti, persone dello spettacolo e lettori. "Curzi - spiega Sansonetti - era una persona amata da tutte le parti anche se era molto fazioso. E' il giornalista più rappresentativo dell'informazione di sinistra con Pintor e pochi altri". Direttore del quotidiano dal 1998 al 2004, Curzi era arrivato a Liberazione, ricorda il giornalista Fabio Sebastiani, che con lui è diventato caposervizio dell'economia e del lavoro e ora é inviato - in un momento molto difficile, subito dopo la scissione con i cossuttiani. La sua è stata una direzione abbastanza paternalista, ha portato la redazione a un livello che non avevamo mai avuto. Ci ha trasmesso la grande passione per il giornalismo popolare". Sebastiani sottolinea anche che "Curzi ha promosso i giovani. Ci ha fatto crescere. Salvatore Cannavò è venuto fuori con Curzi". Davvero, ricordano in redazione, Curzi "ha dato tutto nel giornalismo e non era intrappolato nella notorietà".

"Ci raccontava - ricorda Sebastiani - storie della resistenza, della carriera politica. Aveva vissuto un'epoca della sinistra italiana in cui il giornalismo e l'informazione erano il terreno su cui si conducevano le battaglie e si arrovellava perché continuava a crederci e ce lo ha trasmesso, anche se il salto generazionale era tangibile. Il suo rapporto con la politica era di critica, trattava i personaggi politici con un certo piglio. Era un personaggio che si faceva amare anche dagli avversari". Anche nei prossimi giorni, spiega Sansonetti, Liberazione dedicherà ampio spazio a Curzi.