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» 2008-06-02 17:16
DIOUF: TROPPO PER LE ARMI, POCO PER IL CIBO
CITTA' DEL VATICANO  - "Se i Paesi in via di sviluppo avessero speso per l'agricoltura quanto hanno speso per gli armamenti - ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, in una intervista all'Osservatore Romano - il problema alimentare non esisterebbe". "Decenni di negligenza circa la sicurezza alimentare da parte dei politici, sia nei Paesi in via di sviluppo sia nel mondo industrializzato" e gli effetti del clima sono secondo il dirigente della Fao tra i principali motivi della crisi alimentare che affligge ormai, seppure in misura diversa, l'intero mondo globalizzato. A questo si aggiunge la corsa agli armamenti, soprattutto da parte dei paesi poveri. "In Africa, i Paesi che hanno compiuto meno progressi sulla sicurezza alimentare sono quelli maggiormente impegnati in conflitti interni o in guerre. Tuttavia - ha aggiunto Diouf - cinque anni fa i Governi africani, nella dichiarazione di Maputo, si sono impegnati a spendere il dieci per cento del loro bilancio preventivo nell'agricoltura. Auspico che gli eventi degli ultimi mesi - è questo il suo appello - li abbiano convinti dell'urgenza di onorare quell'impegno. Una consistente fetta del problema continua però ad essere di natura economica: le quote di aiuti allo sviluppo all'agricoltura si sono ridotte di circa due terzi: "Si va - ha spiegato Diouf - dal 17 per cento dei primi anni ottanta del secolo scorso al solo 3 per cento del 2006".

Anche il clima, in molte regioni - ha aggiunto - ha avuto il suo peso, come pure la crescita dell'industria di biocarburanti liquidi, che ha assorbito più di 100 milioni di tonnellate di cereali nel biennio 2007-2008. Il direttore della Fao "assolve" invece il mercato, negando che vi siano state particolari spinte speculative. "La prima impressione - ha detto in proposito - è che, sebbene le speculazioni abbiano portato nuova liquidità sul mercato delle commodity alimentari e abbiano contribuito alla volatilità dei prezzi, gli speculatori seguano il mercato piuttosto che muoverlo". Di fronte a una crisi globale - conclude il dirigente - occorre una soluzione globale: "I Governi - ha detto - non possono più procrastinare un'azione decisiva volta a incrementare la produzione alimentare e gli investimenti nell'agricoltura". "I Paesi ricchi - denuncia la Fao - spendono miliardi di dollari per aiutare i propri agricoltori, privando quelli dei Paesi in via di sviluppo della possibilità di competere". Netta condanna, quindi, delle politiche di sostegno pubblico all'agricoltura da parte dei Paesi più sviluppati, e l'auspicio di una rapida conclusione nel 2008 dei negoziati sull'agenda di sviluppo di Doha per stabilire un regime agricolo internazionale che aiuti prima di tutto i Paesi in via di sviluppo.