DIPENDENZA DALL'IMPORT DI CIBO E PETROLIO, 22 PAESI A RISCHIO
Gli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e del carburante minacciano la stabilità macroeconomica e la crescita globale, ma ci sono 22 Paesi che sono più a rischio di altri perché importatori netti di prodotti petroliferi e materie prime agricole. La Fao ha tracciato una mappa della 'vulnerabilita'' di questi Paesi attraverso la combinazione di tre fattori: l'elevato livello di sottonutrizione, la forte dipendenza dalle importazioni di prodotti petroliferi (che arriva al 100 per cento nella maggior parte dei Paesi) e di materie prime agricole come cereali riso, frumento e granturco per il consumo interno.
Particolarmente vulnerabili secondo l'agenzia Onu, sono Eritrea, Niger, Comore, Botswana, Haiti e Liberia, a causa di un livello molto elevato di tutti i fattori di rischio. Ad incidere sul tasso di vulnerabilità per questi 22 Paesi c'é anche il tasso di crescita del costo delle importazioni, definito "allarmante" dalla Fao. Un notevole aumento del costo globale delle importazioni di prodotti alimentari si è già verificato, nel 2007 arrivando a 812 miliardi di dollari, il 29% in più rispetto all'anno precedente.
Ma la bolletta commerciale sarà ancora più salata per i Paesi in via di sviluppo, per i quali è stimato un incremento del 33% del costo delle importazioni alimentari. Sulla base di questi dati, la Fao prevede che per i Paesi in via di sviluppo e forti importatori di cibo e petrolio, questo aumento potrebbe arrivare al 56%, per la campagna 2007/2008.