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» 2008-05-30 18:25
FAO: PREZZI RESTERANNO ALTI, AUMENTA EMERGENZA ALIMENTARE
I prezzi delle derrate alimentari resteranno alti, la domanda alimentare e di biocarburanti è destinata a crescere e il numero degli affamati nei Paesi poveri dovrà essere rivisto al rialzo. Non si attenua l'emergenza alimentare e le sue conseguenze diventano sempre più gravi, secondo il vicedirettore generale della Fao, Hafez Ghanem, che oggi ha presentato l'ultimo rapporto dell'agenzia Onu sulle previsioni di produzione delle materie prime agricole. "Per uscire dall'emergenza, dovrebbe esserci un aumento della produzione agricola del 15% - ha affermato il vicedirettore della Fao - ma questo può accadere solo se si tornerà ad investire in ricerca, sviluppo e biotecnologia per l'agricoltura.

Negli ultimi anni, invece le risorse finanziarie per il settore sono calate, passando dal 10% nel 1997, al 3% nel 2007". Rivedere il budget destinato all'agricoltura è uno dei punti al centro del dibattito nel vertice internazionale promosso dalla Fao, che si terrà a Roma, dal 3 al 5 giugno, al quale parteciperanno oltre trenta capi di Stato e di governo, "dai quali ci aspettiamo - ha detto Ghanem - un impegno politico". Nel 2008, secondo il rapporto Fao, la produzione di cereali mondiale crescerà del 3,8% arrivando a toccare 2,191 milioni di tonnellate, ma questo non riporterà i prezzi alla normalità a causa della necessità di ricostituire le scorte e per l'aumento della domanda globale. Saranno i poveri del mondo a pagare per primi il perdurare della crisi alimentare, poiché nei Paesi poveri e in via di sviluppo la percentuale del reddito che viene destinata all'alimentazione è del 50%. "L'aumento dei prezzi alimentari è destinato ad esacerbare il già inaccettabile livello di emergenza alimentare con cui devono fare i conti 854 milioni di persone - ha spiegato Ghanem - e c'é il rischio che il numero di coloro che soffrono la fame aumenti di milioni di unità ". La bolletta commerciale nel 2008 si inasprirà al punto che il mondo spenderà 1.035 miliardi di dollari per importare cibo, 215 miliardi in più (+26%) rispetto alla cifra record già raggiunta nel 2007, mentre il costo totale delle importazioni alimentari per i Paesi a basso reddito e con deficit alimentare è probabile che salga a 169 miliardi di euro nel 2008, il 40% in più rispetto allo scorso anno.

Dal mese di maggio, sui mercati internazionali, complici le favorevoli condizioni climatiche e una maggiore fiducia nelle forniture più abbondanti per la prossima stagione, si assiste ad un graduale abbassamento dei prezzi. Prezzi che, se rapportati allo stesso periodo del 2007, rimangono comunque enormemente alti. Il prezzo del frumento - si legge nel rapporto - ha iniziato a scendere nel mese di aprile, attestandosi ad un 50% in meno rispetto ai picchi d febbraio, mentre a metà maggio, i prezzi dei futures per il frumento al Chicago Board of Trade (CBOT) si attestavano a circa 286 dollari per tonnellata, il 38% in meno rispetto al valore record toccato a metà marzo.

L'indice dei prezzi alimentari della Fao è stabile dal febbraio 2008, ma la media dei primi quattro mesi dell'anno rimane più alta del 53% rispetto allo stesso periodo del 2007. Secondo la Fao, sono le persistenti restrizioni all'esportazione, ancora applicate dall'Argentina a mantenere elevati i prezzi sui mercati mondiali.