TOKYO - Il riscaldamento globale terrestre potrebbe causare gravi ripercussioni sui raccolti di riso in alcune regioni del Giappone, riducendo del 5% entro il 2050 la quantità di prodotto ottenuto dai campi. L'allarme arriva da uno studio condotto dal ministero dell'Ambiente di Tokyo, realizzato in collaborazione con 14 istituti di ricerca nazionali. Secondo i risultati, un aumento della temperatura di circa due gradi porterebbe a un incremento sostanziale nella frequenza delle calamità naturali, tra tutte le inondazioni, che causerebbe ingenti danni economici riducendo la superficie coltivabile del terreno. Entro il 2030, inoltre, si potrebbe giungere a un danno economico annuale pari a 1.000 miliardi di yen (oltre sei miliardi di euro).
Le zone più colpite dai cambiamenti climatici sarebbero le regioni occidentali (Kinki e Shikoku) e meridionali (Kyushu), dove più si farebbero sentire cali nella produzione di riso e peggioramento della qualità. Le stime alla base del rapporto prefigurano uno scenario globale in cui la temperatura salirà, rispetto ai livelli medi del 1990, di 2,8 gradi centigradi nel 2050 e di 4,8 gradi alla fine del secolo, facendo raddoppiare la frequenza delle piogge torrenziali (da una volta ogni 50 anni a 30 anni) e delle persone colpite da inondazioni e tifoni (da 290.000 nel 2000 a 520.000 nel 2030).