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» 2008-05-30 16:12
OCSE E FA0, PREZZI ALTI PER 10 ANNI
PARIGI - I prezzi dei prodotti alimentari resteranno elevati almeno per i prossimi dieci anni e saranno in media superiori a quelli dello scorso decennio a causa della fiammata senza precedenti della quasi totalità dei prezzi agricoli. Lo indica uno studio congiunto dell'Ocse e della Fao, presentato oggi a Parigi dal segretario dell'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economici Angel Gurria e il direttore generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura Jacques Diouf. Secondo 'Agricultural Outlook, che e' giunto alla sua quarta edizione, nei prossimi 10 anni l'epicentro della produzione agricola mondiale continuerà a spostarsi verso i paesi emergenti, come India, Brasile e Argentina, che entro il 2017 potrebbero anche arrivare in testa per quanto riguarda produzione e consumo mondiale di prodotti di base. I paesi industrializzati della zona Ocse dovrebbero accusare un nuovo calo della loro quota nelle esportazioni ma rimanere in testa per grano, mais , orzo , suini e derivati del latte.

Gli esperti prevedono che nei prossimi 10 anni i prezzi dovrebbero allentarsi un po' grazie ad un aumento della domanda, che potrebbe essere reso possibile da evoluzioni tecnologiche, ma dovrebbero restare comunque superiori a quelli del decennio precedente. Nell'Outlook si prevede che la carne bovina e suina aumenti del 20%, lo zucchero grezzo del 30%, il latte scremato di oltre il 60% e il grano e il mais tra il 40 e il 60%. Gli oli vegetali si dovrebbero impennare dell'80% e il burro di oltre 60%, indicano gli esperti delle due organizzazioni. "Nonostante la cifra record raggiunta dalle culture del grano durante la campagna 2007-8, i mercati dei cereali dovrebbero restare tesi fino al 2017", precisa lo studio sottolineando come la forte domanda di etanolo negli Usa abbia profondamente trasformato il mercato dei cereali. "Entro il 2017 il 40% delle coltivazioni di mais potrebbero essere destinate alla produzione dell'energia", rileva il documento precisando che la produzione di etanolo dovrebbe raddoppiare rispetto a quella del 2007 per raggiungere i 125 miliardi di litri. "La fiammata dei prezzi alimentari degli ultimi tempi è legata a evoluzioni strutturali e in particolare al fatto che l'offerta non copre la domanda, mentre storicamente era dovuta a fattori specifici, come la siccità, rileva il documento. "Questi aumenti pongono molti interrogativi.

Per decidere quale debba essere la buona politica da seguire, bisogna individuare se i rincari sono temporanei o permanenti", ha dichiarato il capo divisione agricoltura OCSE Loek Boonekamp. Nel rapporto si sottolinea come vi siano anche fattori permanenti che spingono verso l'alto i prezzi, come la crescita demografica. Alla fiammata dei prezzi contribuiscono anche il caro petrolio, la crescente domanda di biocarburanti e cambiamenti nelle abitudini alimentari. Secondo l'Outlook, nei prossimi 10 anni i prezzi saranno ancora più instabili, non solo per condizioni metereologiche più variabili ma anche per la crescente presenza di fondi speculativi sui mercati agricoli. In questo contesto, conclude il documento, saranno vincenti gli agricoltori dei paesi sviluppati e anche quelli in via di sviluppo se li si aiuterà ad investire. I perdenti saranno invece le popolazioni urbane e povere dei paesi fortemente importatori.