Veltroni, con la sua morte la storia d'Italia e' cambiata
MILANO - Con l'uccisione di Aldo Moro "il corso della storia italiana è cambiato": Walter Veltroni, alla vigilia del trentesimo anniversario del rapimento dello statista democristiano, ha voluto ricordare la sua figura e i cinque uomini della scorta che proprio il 16 marzo 1978 morirono per mano delle Br. "Trent'anni fa in queste ore - ha detto Veltroni - Aldo Moro era vivo e libero come i cinque agenti della scorta che vogliamo salutare e ricordare come gli altri che in divisa hanno perso la vita per una assurda guerra fra la metà degli anni '70 e la meta' degli anni '80''. "Non potrò mai giustificare - ha aggiunto - chi ha ammazzato cinque ragazzi e un uomo politico. E non è possibile che oggi possa quasi far finta di niente". Veltroni ha ripercorso il ricordo di quei 55 giorni di angoscia per la sorte di Moro iniziati il 16 marzo in via Fani. "Ancora poche ore, trent'anni fa - ha detto - ci siamo svegliati con le trasmissioni radio interrotte per la notizia del rapimento di Moro. Ciascuno ricorda dov'era, tutti hanno pensato all'irreparabile, hanno pensato che la democrazia non poteva reggere, che sarebbe stato il suo il crollo". Così però non è stato ed è un messaggio di speranza quello che il segretario del Pd vuole lanciare: "Anche quella volta l'Italia ce l'ha fatta - ha concluso -. La gente si è ritrovata in piazza unita".