ROMA - Il 16 marzo 1978, mentre le Brigate rosse rapivano Aldo Moro trucidando i cinque uomini della sua scorta, l'ANSA, come tutta la stampa italiana, era in sciopero. In agenzia alle 7 di mattina erano partite due giornate di protesta, la prima da parte dei giornalisti, la seconda da parte dei poligrafici. La notizia del rapimento cambia i programmi. L'agenzia si rimette rapidamente in movimento. Tutti i redattori vengono chiamati a casa e si precipitano al lavoro. Alle 10:14 (un'ora dopo l'agguato) una nota di servizio avvisa gli utenti che lo sciopero è sospeso e che l'ANSA riprende immediatamente le trasmissioni. Un minuto dopo, la prima notizia trasmessa è quella della rivendicazione:"Questa mattina - scrive l'ANSA riportando il testo di un messaggio telefonico arrivato 5 minuti prima alla redazione - abbiamo sequestrato il presidente della Dc ed eliminato la sua guardia del corpo, 'teste di cuoio' di Cossiga. Brigate Rosse". Ancora pochi minuti, un'altra notizia racconta quello che era successo:"Aldo Moro è stato rapito stamane attorno alle 9.15 in via Mario Fani all'angolo con via Stresa. Gli uomini che erano di scorta sono stati uccisi a colpi di mitra da un commando armato. Aldo Moro si trovava su una Fiat 2300 color blu targata ROMA T50354, la quale era scortata da una Alfetta color bianco targata ROMA S93393". Abbastanza rapidamente le notizie si precisano sempre di più, aggiungendo particolari e dando conto dell'immediato arrivo sul posto della moglie di Moro e dei dirigenti delle forze dell'ordine. Ecco i principali sviluppi della giornata: 10:53 - sciopero generale nazionale proclamato dai sindacati dalle 11 alle 24 in segno di protesta per il rapimento 11:24 - riunione straordinaria del Consiglio dei ministri. 11:53 - il vicebrigadiere Zizzi "è stato ricoverato nel policlinico Gemelli dove i chirurghi lo stanno ora operando". 12:05 - il segretario del Pri, Ugo La Malfa, dichiara che "allo stato di guerra si risponde con misure eccezionali di guerra. Anche ripristinando la pena di morte". 12:46 - Zizzi è morto. 13:30 - "vicino al luogo dell'agguato è stato trovato un ordigno esplosivo, nascosto in una Mini Minor". Una notizia risultata poi infondata. 14:07 - quando i 15 brigatisti detenuti nel carcere di Torino, "sono venuti a conoscenza dell'attentato sentendo la radio, alcuni di loro si sono messi a cantare, altri hanno dato inizio a manifestazioni di compiacimento". 14:16 - la seduta alla Camera è terminata. Il presidente del Consiglio Andreotti ha esposto le linee programmatiche del governo. 16:32 - "la polizia sta vagliando la testimonianza di una donna che avrebbe sentito preannunciare alla radio il rapimento di Moro. La donna, che lavora come collaboratrice domestica, ha detto che verso le 8.10 ha sentito dire da un'emittente privata che l'on. Moro sarebbe stato rapito alle 9.15". 17:25 - la polizia ha accertato che il venditore ambulante di fiori che si trova tutte le mattine in via Fani, angolo via Stresa, "ha trovato pneumatici della sua autovettura squarciati a colpi di coltello". 17:45 - "abbiamo una traccia importante - ha detto Infelisi - i terroristi hanno usato tra le altre un'arma sovietica piuttosto rara e una Nagant cecoslovacca". Ma non era vero. 18:02 - tra le testimonianze. quella di due coniugi che portavano a spasso il cane in via Fani:"un uomo che faceva parte del gruppo di terroristi ci ha detto con un accento strano, sicuramente straniero:'scappate, scappaté". 19:03 - una delle auto presumibilmente usate dal commando, una 128 bianca, è stata ritrovata vicino a Forte Braschi. Il ritrovamento viene poi smentito il giorno dopo. 19:32 - il procuratore capo De Matteo:"certamente un delitto così perfetto, preparato al minuto, con la chiusura di linee telefoniche che non mi pare possano essere considerate una coincidenza occasionale significa che è un delitto preparato ed eseguito con l'abilità di tiratori scelti, da persone che sanno sparare da vicino e lontano". 20:42 - il quarto governo Andreotti ha ottenuto la fiducia della Camera con 545 voti favorevoli e 30 contrari (Pli, Msi e Dp). Astenuti i tre sudtirolesi. Al momento del voto i radicali erano fuori dall'Aula. 20:51 - "le foto di 20 brigatisti latitanti saranno distribuite a tutte le forze di polizia, ai commissariati e ai posti di blocco dal ministero dell'Interno". Tra i nomi, quelli di alcuni che avevano realmente fatto parte del commando come Moretti, Gallinari e Bonisoli, quelli di altri Br come Peci, Azzolini, Micaletto, di un paio di Prima linea come Alunni e Susanna Ronconi, del genero dell'Abbé Pierre Innocente Salvoni, del killer politicizzato Giustino De Vuono. 1:45 del 17 marzo - la convulsa giornata politica si concludeva a notte iniziata con il voto del Senato che concedeva la fiducia al governo Andreotti con il voto favorevole di 267 senatori (di Dc, Pci, Psi, Psdi, Pri, Democrazia nazionale, Sinistra indipendente) e quello contrario di cinque senatori di Msi e Pli.