- ALDO MORO - Presidente della Dc, 61 anni, viene rapito il 16 marzo 1978. Era stato il tessitore della lunga marcia di avvicinamento del Pci all'area della maggioranza di governo. Sarà ucciso il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia.
- LA SCORTA - Cinque uomini, tutti uccisi in via Fani: Oreste Leonardi, il capo, sottufficiale dei carabinieri, ex istruttore della Scuola sabotatori paracadutisti di Viterbo (non uno sprovveduto), Domenico Ricci, appuntato dei carabinieri, Raffaele Jozzino e Giulio Rivera, poliziotti e Francesco Zizzi, vice brigadiere di polizia, che muore in ospedale poco dopo.
- IL COMMANDO - Il commando di via Fani sarebbe stato composto da 9 persone: Mario Moretti, Barbara Balzerani, Valerio Morucci, Franco Bonisoli, Prospero Gallinari, Bruno Seghetti, Raffaele Fiore, Alessio Casimirri e Alvaro Loiacono, più Rita Algranati come vedetta. Bloccata l'auto di Moro con un tamponamento, i br uccidono la scorta e portano via Moro. In tutto sono sparati 91 colpi, 49 dei quali da una sola persona. Sono tutti liberi (in semilibertà, al lavoro esterno, latitanti), tranne Algranati.
- VIA FANI - La strada, nel quartiere Monte Mario, dove il 16 aprile 1978 avvenne il tragico agguato.
- VIA GRADOLI - Stradina sulla via Cassia dove il 18 aprile fu scoperto, in modo che lascia ancora dubbi, il covo dove vivevano Moretti (il capo delle Br) e la Balzerani. Perquisita (ma non il covo) pochi giorni dopo il rapimento. Il nome Gradoli era uscito in una 'seduta spiritica', presente anche Romano Prodi.
- VIA MONTALCINI - Via del Portuense dove, in un appartamento comprato da Anna Laura Braghetti, Moro sarebbe stato tenuto prigioniero per tutti i 55 giorni. Oltre alla Braghetti, i carcerieri erano Germano Maccari, che risultava convivente della Braghetti, Gallinari e il ricercatissimo Mario Moretti, che andava e veniva per interrogare Moro. Nel garage, Moro sarebbe stato ucciso da Moretti, ma Pace aveva parlato di Maccari e per molto si era detto Gallinari) nel bagagliaio della R4 rossa.
- VIA CAETANI - Via al centro di Roma, vicina alle ex sedi di Pci e Dc e al ghetto ebraico, dove fu lasciato il corpo di Moro.
- VIA MONTE NEVOSO - Strada milanese dove l'1 ottobre 1978 i carabinieri di Dalla Chiesa scoprono un covo che contiene molto materiale, tra cui una versione del 'Memoriale' e lettere ancora non note. Il 9 ottobre 1990, dietro un pannello, sono trovati una versione più ampia del Memoriale, i testamenti di Moro, altre lettere. Al covo, dove sono arrestati Bonisoli, Azzolini e Nadia Mantovani, si sarebbe arrivati grazie a un borsello perso da Azzolini a Firenze. Nella stessa strada abitava Fausto Tinelli, ucciso con Lorenzo Iannucci (noti come 'Fausto e Iaio') il 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento Moro.
- I COMUNICATI - I comunicati, scritti tutti con la stessa macchina a testina Ibm, sono 9 (il primo il 18 marzo, l'ultimo il 5 maggio). C'é poi il falso comunicato numero 7, trovato il 18 aprile (contemporaneamente alla scoperta di via Gradoli). Annunciava il corpo di Moro nel lago della Duchessa ed era palesemente falso, ma fu accreditato come vero. Sembra scritto da Toni Chichiarelli, falsario in contatto con la banda della Magliana, che sarebbe l'autore anche di un ulteriore falso comunicato in codice cifrato, firmato cellula Roma sud.
- LE LETTERE - Nei 55 giorni, Moro scrisse moltissime lettere, sicuramente più di 80, e diverse versioni del testamento. Solo 28 lettere furono recapitate dai 'postini' delle Br (ruolo di solito attribuito a Morucci e Adriana Faranda). Le altre furono trovate a via Monte Nevoso nel '78 e nel '90. Le più importanti sono quelle a Cossiga, a Taviani, a Zaccagnini e al Papa. - IL MEMORIALE - Trovato in via Monte Nevoso in due tempi (nel 1978 e nel 1990), è il testo scritto da Moro per rispondere all' interrogatorio delle Br. Nessuna delle due versioni sembra contenere rivelazioni particolarmente imbarazzanti.
- LE TELEFONATE - La telefonate più importanti sono quella di Moretti il 30 aprile a casa Moro, per chiedere un intervento immediato di Zaccagnini, e quella di Morucci, il 9 maggio, per segnalare che il cadavere di Moro era in via Caetani
. - IL GRANDE VECCHIO - Definizione data all'ipotesi che il terrorismo fosse diretto da una 'mente' esterna. Ne parlò anche il segretario del Psi Bettino Craxi. Recentemente c'é stato un tentativo di collegarla al musicista ucraino Igor Markevich. - P2 - Ai vertici dei servizi erano uomini della P2, tranne Napoletano, segretario del Cesis, che fu spinto alle dimissioni a sequestro in corso e sostituito da un altro uomo della P2.
- FERMEZZA E TRATTATIVA - 'Partito della fermezza' e 'Partito della trattativa' definiscono gli atteggiamenti politici durante il rapimento. Per la 'fermezza' furono quasi tutti i partiti (soprattutto il Pci), per la 'trattativa' i socialisti, i radicali e singoli esponenti di altri partiti.
- LE COMMISSIONI PARLAMENTARI - Sul caso Moro ha lavorato una apposita commissione (1979-1983), ma se ne sono occupate anche la commissione P2 e le varie commissioni stragi.
- I PROCESSI - Sono 4 i processi principali del caso Moro. Il primo, che unificava i Moro-uno e Moro-bis, si è concluso in Cassazione (22 ergastoli) nel novembre 1985, il Moro-ter si è concluso nel maggio 1993 (20 ergastoli), il Moro-quater a maggio 1997 con la condanna definitiva all' ergastolo per Lojacono, il Moro-quinquies si è concluso in due tempi (nel 1999 e nel 2000) con le condanne di Raimondo Etro e Germano Maccari.
- COMPROMESSO STORICO - Nel '73 il segretario Pci Berlinguer, riflettendo sul colpo di stato in Cile, proponeva un'alleanza temporanea tra i partiti popolari per arrivare ad una democrazia compiuta in cui tutti fossero legittimati a governare. Dopo un 'governo della non sfiducia' ebbe una misera attuazione nel governo Andreotti (monocolore Dc votato da quasi tutti i partiti che ottenne la fiducia proprio il giorno del rapimento).