''Un uomo onesto, un comunista preparato e intelligente''. Questa la definizione del primo ministro ungherese al tempo della rivoluzione del '56, Imre Nagy, data da Janos Kadar, il 77enne ex segretario generale del partito e da molti ritenuto il responsabile della sua condanna a morte nel 1958 in un'intervista pubblicata il 26 maggio 1989 dal settimanale 'Magyarorszag' (Ungheria).
Nell’intervista, rilasciata poco piu’ di un mese prima della sua morte, Kadar riviveva il drammatico periodo della rivolta, dell'arrivo delle truppe sovietiche e dei processi-farsa, egli ha affermato testualmente: ''Apprezzavo Nagy, anche se non sempre ho capito il suo comportamento''. e ancora: ''non l'ho mai considerato un controrivoluzionario ne' ho mai pensato che i suoi compagni fossero controrivoluzionari. nel 1956, tuttavia risulto' chiaro che egli aveva una volonta' debole, che poteva essere facilmente influenzato e che si lascio' trasportare dall'ambiente attorno a lui e dagli eventi''.
Janos Kadar era uscito dalla scena politica il 9 maggio1989, rinunciando alla sua ultima carica politica quella di presidente onorario del partito, dopo essere stato per 32 anni alla guida del partito operaio socialista ungherese. L’11 maggio aveva scritto una lettera in cui ammetteva di aver potuto commettere errori nella sua lunga carriera. Nella lettera di commiato inviata al comitato centrale, Kadar scriveva testualmente : ''probabilmente ho anche commesso errori nel mio lavoro politico, ma, credetemi, tutte le mie azioni furono guidate dalle buone intenzioni, perche' ho sempre considerato al primo posto gli interessi del popolo ungherese, del movimento e del partito''. Kadar esprime quindi la speranza che le future generazioni diano una valutazione piu' obiettiva''sui ''risultati ed errori degli ultimi tre decenni''.
Come ''comunista disciplinato'', Kadar dice di aver accettato la decisione del CC, ma, ''come molti di voi sapete - scrive nella lettera - io avevo gia' pensato al ritiro da parecchi mesi, poiche' da novembre mi erano consentiti soltanto minimi sforzi e le mie condizioni di salute si erano andate deteriorando da aprile''. Kadar esprime quindi i suoi ringraziamenti ''ai compatrioti che, come cittadini elettori, hanno sostenuto una politica volta alla riconciliazione nazionale e alla creazione di un'Ungheria migliore''. 'Credo che la pratica del socialismo ungherese rivolta verso la persona umana – conclude Kadar nella sua lettera di commiato - abbia dissipato molti sospetti e pregiudizi tra i nostri amici e tra i nostri oppositori ideologici e che le nostre condizioni interne e le nostre iniziative in politica estera abbiano probabilmente contribuito a creare un'immagine positiva del nostro Paese nel mondo e soprattutto in Europa''.