SANREMO - A Sanremo 2008 ha vinto il doppio misto italo-argentino. Quando Giò Di Tonno e Lola Ponce scendono all'una e mezza del mattino in sala stampa, sembrano sinceramente emozionati, ancora non credono a una vittoria che lei dedica ai nonni, lui agli "affetti più cari", ma soprattutto ai colleghi "che vivono un po' più nell'ombra". La bella Esmeralda di Notre Dame di Paris in questi giorni ha vinto anche la classifica del glamour e della sensualità, con abiti fasciati da sirena e i lunghi capelli sciolti sulle spalle. Con Giò sono "amici fraterni" (lei è ufficialmente e felicemente fidanzata con Manuel Malenotti, amministratore delegato del marchio di abbigliamento Belstaff). Ma appena salgono sul palco si trasformano in due amanti appassionati che si promettono amore eterno fino alla morte. Ringraziano Gianna Nannini, l'autrice del loro pezzo, Colpo di fulmine, e Riccardo Cocciante che, dalla sua casa di Dublino, poche ore prima aveva commentato l'affermazione al festival dei suoi pupilli: "Sono molto felice per loro. Insieme abbiamo condiviso un bellissimo periodo artistico e professionale".
E' stato proprio Cocciante a fare arrivare Lola in Italia: "Al tempo non conosceva la nostra lingua - racconta - ma avevo intuito subito che la sua pronuncia avrebbe aggiunto fascino al personaggio della zingara Esmeralda". Un fascino che ha sicuramente colpito anche il pubblico del Festival di Sanremo. Giò Di Tonno (che Chiambretti sul palco ha paragonato al giocatore della Juventus Le Grottaglie) quasi non ci crede: è stato appena proclamato vincitore dopo 15 anni di carriera e dopo aver invano presentato per 13 volte una canzone a Sanremo. Ma il suo sorriso appassisce quando una giornalista paragona la coppia ai desaparecidos Jalisse, vincitori nell'edizione 1997. "Noi siamo abituati al sacrificio del teatro, abbiamo fatto più di 500 repliche. Notre Dame de Paris è stato un fenomeno popolare, ma abbiamo anche vissuto nell'ombra. Quest'anno c'erano i presupposti. Il paragone con i Jalisse mi sembra fuori luogo. E poi non siamo neanche sposati", taglia corto Giò. E assicura che la sua più grande speranza è "continuare con il teatro, anche se sono anche cantautore", dice. Anche David Zard, produttore di Notre Dame, replica duramente ai componenti della giuria di qualità che hanno decretato una fine rapida per Colpo di fulmine: "Si mettano l'anima in pace perché questa canzone risuonerà in centinaia di palchi". Lola, con gli splendidi occhi appannati dalla stanchezza e dall'emozione, anticipa che il pezzo entrerà nella colonna sonora dell'opera rock Pia dé Tolomei: "E credo che sarà la più bella opera dopo Notre Dame de Paris". E si accende rispetto alle critiche di atteggiamento eccessivamente teatrale sul palco: "La coreografia ci è venuta spontanea. Quando sei lì vuoi raccontare una storia, suscitare un'emozione".