SANREMO - Ormai è diventata una tradizione, la serata del giovedì dedicata ai duetti dal punto di vista musicale è la più divertente, quella che regala qualche sorpresa, imprevisti creativi, lascia ai cantanti, agli artisti una libertà diversa dalla canonica esibizione in gara. Sarà anche per problemi di budget, ma i campioni hanno puntato più che sulle presenze altisonanti o su prevedibili duelli di ugole su situazioni musicali di affinità con il risultato di alzare notevolmente la qualità della musica del Festival. Da un punto di vista critico la presenza più prestigiosa è stata quella di Gal Costa, una delle più grandi cantanti brasiliane, arrivata all'Ariston come ospite di Sergio Cammariere. Davvero indovinata l'idea di far precedere l'esibizione del pezzo in gara da una versione di Corcovado, un classico di Jobim, suonato da Cammariere al pianoforte e cantato squisitamente da Gal Costa. L'amore non si spiega, grazie alla presenza di Gal Costa è diventata ancor di più un elegante ponte tra melodia italiana e bossanova, nonostante l'evidente emozione di Cammariere. Sul piano dello show, nonostante le battute scoppiettanti di Piero Chiambretti, il tono generale è stato più tradizionale anche per favorire lo scorrimento dello spettacolo inevitabilmente lungo. La serie dei duetti è stato aperta da quello fuori gara tra Loredana Berté e Spagna con la canzone dello 'scandalo', Musica e parole, cantata come se fosse un duello tra vocalist. I Finley che hanno puntato su una ballad, ricordi, hanno chiamato sul palco Belinda, diciottenne star della musica latina. Tricarico ha il pezzo più originale del Festival, Vita tranquilla, che lui canta come se volesse demolire la sintassi classica del canto. Per il duetto, fedele alla sua identità di artista fuori dagli schemi, ha chiamato il Mago Forrest, nel ruolo di un acrobata sgangherato che ha portato sul palco la sagoma cartonata del grande Steve Mc Queen, con un'evidente citazione di Vita spericolata di Vasco Rossi.
Bravi i Neri per caso e Mietta con la loro versione a cappella di Baciami adesso. Merita una segnalazione particolare la performance che ha visto Max Gazzé insieme a Marina Rei e Paola Turci: i tre sono affiatatissimi perché quest'anno hanno fatto una tourneé insieme. Il solito sesso ha finalmente rivelato tutte le sue sfumature armoniche, nascoste dall'orchestra, con Marina Rei bravissima alla batteria e alla voce. Con il proseguire del Festival Fabrizio Moro sale nelle quotazioni per la vittoria finale: la scelta di chiamare Gaetano Curreri a cantare con lui una ballata d'amore come Eppure mi hai cambiato la vita, è molto indovinata, visto che Curreri è un autore di canzoni famose oltre che voce degli Stadio e specialista di questo genere di climi. Frankie Hi Nrg Mc e Simone Cristicchi hanno proposto Rivoluzione come se cantassero insieme da anni, due personaggi perfettamente complementari, amici, protagonisti di una coreografia basata su una partita di scacchi, dove ogni strofa veniva eseguita mentre l'altro era seduto alla scacchiera.
Eugenio Bennato rilegge a modo suo la taranta in Grande sud e la sua compagna di sempre e di vita Pietra Montecorvino ha portato il suo caratteristico modo di interpretare la musica come se fosse un derby di calcio. Gli appassionati di pop italiano saranno stati felici nel vedere di nuovo insieme i De Novo, la band catanese che negli anni '80 ha avuto un ruolo importante nel rock italiano e che e' tornata insieme per questo ritorno di Mario Venuti a Sanremo. A Ferro e fuoco in questo modo è diventato quell'elegante esempio di Pop tra Inghilterra e Italia che è la cifra stilistica caratteristica dell'artista catanese. La presenza presenza più sorprendente è quella di Marc Yu, prodigio del pianoforte di solo 9 anni che ha suonato con disinvoltura il Volo del calabrone senza dimenticare la ormai inevitabile gag di Donna Rosa. Gianluca Grignani ha scelto i Nomadi per la sua ballad Cammina nel sole mentre Anna Tatangelo ha chiamato Michael Bolton, uno che qualche anno fa vendeva milioni di dischi nel mondo con una versione coatta del Soul e che ha contribuito a dare un clima ancora più melodrammatico a Il mio amico, la canzone di "che male c'é se lui ama un uomo come te".