Obama loda l'Italia, ha dimostrato forte leadership
(dell'inviato Luigi Ambrosino)
L'AQUILA - "Una forte leadership" nel definire l'agenda del G8, esercitata da un governo, quello italiano, "vero, grande amico degli Stati Uniti", con il quale Washington lavora "fianco a fianco". In mattinata, davanti al capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha lodato per la sua "integrità " e dirittura "morale", Barack Obama ha usato queste parole per spazzare le perplessità che da settimane la stampa anglosassone diffonde sulla gestione del summit dell'Aquila. Dopo le polemiche di ieri con il britannico Guardian, l'ultimo attacco è piovuto in mattinata, quando il New York Times, forse il quotidiano più autorevole del mondo, ha puntato il dito contro "l'inescusabile carenza organizzativa" della presidenza italiana, esortando l'inquilino della Casa Bianca a prendere in mano le redini del vertice per evitarne il naufragio. Con Berlusconi, ha scritto il Nyt, troppo impegnato nelle ultime settimane a investire "molte delle sue energie politiche" per "schivare le accuse della stampa". Al Qurinale, dopo il colloquio nello Studio alla Vetrata che si è protratto ben oltre il tempo previsto, Obama non ha mai citato Berlusconi. E, rivolgendosi ai cronisti italiani, ha indicato nel capo dello Stato "un grande leader" che "rappresenta al meglio il vostro Paese". Con Napolitano era il primo incontro. Ed è subito scoccata la scintilla, con elogi reciproci e sguardi d'intesa durante la conferenza stampa. Quando ha parlato di "reputazione meravigliosa" d'altra parte, Obama l'ha fatto evidentemente dopo essersi documentato per bene.
La biografia di Napolitano che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente era costituita da tre pagine fitte di informazioni. Mentre a quella di Berlusconi erano dedicate sette righe, comprese le citazioni delle fonti. Gli elogi di Obama al governo sulla gestione del G8 comunque restano. E rafforzano i commenti positivi fatti filtrare in mattinata dalla Casa Bianca, che aveva parlato di "splendido lavoro" da parte della presidenza italiana, bollando come "falsa" la notizia fatta circolare ieri dal Guardian su una videoconferenza degli sherpa organizzata da Washington: "Abbiamo fatto una conferenza telefonica per preparare il G20 di Pittsburgh a settembre. Ma questo non ha niente a che fare col G8", ha chiarito lo sherpa Usa Mike Froman. A Coppito, nella caserma della Guardia di Finanza, Obama è stato accolto da Berlusconi a braccia aperte. E assieme, nel pomeriggio, i due hanno visitato il centro disastrato del capoluogo abruzzese, dal Duomo al palazzo del Governo, tra le macerie che il terremoto del 6 aprile si è lasciato dietro. "Vi sono vicino e vi assicuro che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutarvi", ha detto Obama alle autorità aquilane, complimentandosi poi con i vigili del Fuoco per "il gran lavoro" svolto. In maniche di camicia - mentre Berlusconi era nel classico completo doppiopetto -, con il premier c'é stato qualche scambio di battute, mentre ad illustrare i danni c'era il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Il governo comunque incassa la sponda di Obama. "I suoi complimenti me li aspettavo", quello della stampa estera "é stato un attacco completamente gratuito e infondato", ha commentato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce dell'esecutivo Paolo Bonaiuti. Mentre il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito "lusinghieri" gli apprezzamenti di Obama. "Mi auguro che nessuno voglia paragonare il presidente degli Stati Uniti al Guardian", ha aggiunto il titolare della Farnesina. Plauso anche da parte dell'opposizione. "I rapporti tra Italia e Stati Uniti sono di profonda amicizia e di alleanza strategica" al di là dei governi. "Che da Obama vengano affermazioni così calorose non può far che piacere", ha osservato Piero Fassino.