Il primo è stato il cancelliere tedesco Angela Merkel, l'ultimo il presidente russo, Dmitri Medvedev. In mezzo anche Barack Obama, il più applaudito dalla folla. I leader del G8 non dimenticano di essere ospiti in una terra che si sta riprendendo lentamente dalla tragedia del 6 aprile scorso e oggi hanno visitato (all'appello mancavano solo il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown che hanno deciso di farsi rappresentare dalle mogli) le zone terremotate dell'Abruzzo accompagnati dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Per la sua visita, Angela Merkel ha scelto il paese simbolo del terremoto, Onna, paese teatro anche della strage nazista dell'11 giugno 1944 ed ha ribadito che, oltre alla chiesa, la Germania ricostruirà 'casa Onna', dove sorgeva l'edificio dell'ex scuola elementare e che diventerà un punto di aggregazione per il paese. Il cancelliere tedesco ha poi incontrato le donne e le madri di Onna: "Siate forti - ha detto loro - dovete aiutare i vostri uomini e allo stesso tempo impegnarvi nella ricostruzione". "Noi - ha ribadito - non vi abbandoneremo, proseguiremo nell'aiuto e la nostra protezione civile continuerà a lavorare con voi". Le visite alle zone più colpite dal sisma sono poi continuate nel corso della giornata all'Aquila. Il primo sopralluogo nella città è stato fatto dalla delegazione canadese, guidata dal primo ministro, Stephen Harper, che ha visitato il cuore del centro storico, in particolare soffermandosi davanti alla Prefettura. Qui Harper ha ufficializzato il sostegno del Canada alla ricostruzione del polo universitario della città abruzzese. Subito dopo è arrivata la delegazione giapponese guidata dal primo ministro, Taro Aso, che si è detto "scioccato" ed è rimasto particolarmente colpito dai danni provocati dal terremoto ai beni culturali dell'Aquila.
"Conoscevo l'entità dei danni perché avevo visto dei filmati, ma vedere direttamente e da vicino la città terremotata è uno shock anche per noi, che siamo abituati a gestire i terremoti", ha detto Aso, dopo una visita in Piazza Duomo. Prima di ripartire il primo ministro ha ricordato che il governo giapponese sta studiando tre tipi di intervento: un centro sportivo, un auditorium per la musica e investimenti dal punto di vista tecnologico e dell'innovazione, in particolare assistenza per mettere a norma antisismica case e palazzi pubblici. Ma il clou delle visite "eccellenti" alle zone colpite dal sisma è stato con l'arrivo di Obama, accolto nel centro storico da un folto gruppo di aquilani. Il presidente Usa si è prima complimentato con i vigili del fuoco, "avete fatto un gran bel lavoro", poi ha sorpreso e divertito tutti con un fuoriprogramma durante la foto di rito con le istituzioni della Regione Abruzzo. Notata la differenza di statura con il presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, Obama si è abbassato sulle ginocchia per mettersi alla sua altezza. Tutti scoppiano a ridere e dalle file anteriori parte un applauso. Il presidente si sofferma a scambiare due chiacchiere con il primo cittadino e prima di andare via ringrazia in italiano tutti i presenti. Dopo Obama, la visita tra le macerie dell'Aquila del presidente russo Medvedev suscita meno curiosità e passa quasi inosservata.