Dopo l'11 settembre i loro libri, che rispecchiavano due visioni opposte del mondo, si sono inseguiti ai vertici delle classifiche dei best seller e le loro polemiche a distanza sono esplose violente sui giornali. Tiziano Terzani e Oriana Fallaci, il guru della non violenza e la scrittrice con l' elmetto, la più irosa e viscerale del pianeta, entrambi toscani, entrambi giornalisti-scrittori-viaggiatori e testimoni eccellenti di guerre, hanno duellato per anni violentemente, ciascuno con il suo stile e i suoi seguaci. A 'La rabbia e l' orgogliò, invettiva contro l' Islam, ha fatto da contraltare 'Lettere contro la guerra' a 'La forza della ragione' e 'O.F. intervista a se stessa' si è opposto nelle classifiche 'Un altro giro di giostra'. In Francia, solo per fare uno dei tanti possibili esempi, 'Lettere contro la guerra' fu presentato dall' editrice Liana Levi come "l'opera anti-Fallaci", e l' associazione antirazzista francese Mrap - che si vide respingere da un tribunale la richiesta di sequestro di 'La rabbia e l' orgogliò - decise di chiamare a testimoniare proprio Terzani nel processo che intendeva promuovere in sede penale contro la Fallaci, denunciandola per istigazione all' odio razziale. Scriveva la Fallaci in 'La rabbia e l' orgogliò: "dietro alla nostra civiltà c'é Omero, c'é Socrate, c'é Platone, c'é Aristotele, c'é Fidia, perdiò...dimmi, dietro l'altra cultura (l' Islam ndr), la cultura dei barbuti con la sottana e il turbante, che c'é?". E spiegava: "Lo scontro tra noi e loro non è militare; è culturale e religioso. E la vittoria militare lo inasprisce. Questa è la verità . E la verità non sta sempre in mezzo, anzi talvolta sta da una parte sola". Terzani invece scriveva: "Dobbiamo capire con chi abbiamo a che fare...le ragioni dei terroristi, il dramma del mondo musulmano che si confronta con la modernità , il ruolo dell' islam come ideologia contraria alla mondializzazione, la necessità da parte dell'Occidente di evitare una guerra di religione, con una via d'uscita possibile: la non-violenza". Dopo la pubblicazione del lungo articolo della Fallaci sul 'Corriere della Sera' da cui sarebbe poi nato il libro 'La rabbia e l' orgogliò, Terzani dalle pagine di 'Repubblica' accusò la scrittrice di "megalomania, complesso di persecuzione, illusione di unicità . Non si può gratuitamente invitare i concittadini all'odio - diceva - lanciare impuniti insulti al prossimo, sberleffare e minacciare alcune delle più alte cariche istituzionali dello Stato". E sempre parlando della Fallaci, a cui si rivolgeva senza chiamarla per nome: "la mia concittadina con la sua rabbia meschina e il suo odio mal riposto ha aizzato il cane che è in noi. Mi fa molta pena. Nel suo ultimo libro ci sono degli errori madornali. Parla di un'intervista che avrebbe fatto nel 1978 al Dalai Lama in Kashmir. Ma vi pare che il Dalai Lama possa stare in Kashmir? Perché nessun giornalista italiano ha preso in mano la penna per smascherare queste cose?. Finiamola di raccontare balle". |