Con la religione cattolica Oriana Fallaci non era mai stata tenera. Non lo era ai tempi di 'Lettera a un bambino mai nato', 'Niente e cosi' sià , 'Un uomo', e non lo è stata nemmeno con 'La Rabbia e l'Orgoglio', il best seller che dopo l'11 settembre la riportò ai vertici delle classifiche e delle polemiche. In quel pamphlet non perdonava Giovanni Paolo II di aver chiesto scusa per Le Crociate. Ma con Benedetto XVI aveva condiviso l' amore per i valori dell' Occidente e il rifiuto del relativismo, e il suo atteggiamento era decisamente mutato. Di sicuro la richiesta di un'udienza privata, circa un anno fa, dimostrava una maggiore vicinanza della giornalista-scrittrice a Papa Ratzinger che non al suo predecessore. In comune almeno un nemico: il relativismo che, per dirla con la veemenza della Fallaci, rischia di trasformare l'Europa in 'Eurabia'. Ancora cardinale, Joseph Ratzinger scrisse insieme al presidente del senato Marcello Pera 'Senza Radici', un libro dove il futuro Papa scrive: "L'Occidente non ama più se stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro". Dopo l'11 settembre Oriana Fallaci combatte, a modo suo, su questo stesso fronte. Attirando accuse e odii, ma anche discepoli e ammirazione tra intellettuali di prima fila e gente comune: per capirlo basta guardare il top di vendite della sua controversa trilogia che ne ha caratterizzato la svolta post-narrativa. 'La Rabbia e l'orgoglio' esplose (dopo 10 anni che la Fallaci non dava alle stampe un libro - ultimo successo 'Inshallah') prima come estratto sulle pagine del Corriere della Sera e poi in libreria (fu il libro più venduto del 2002). In spregio del linguaggio politicamente corretto, Oriana Fallaci scandalizzò, provocò, fu attaccata fin nella sua Toscana e si difese a modo suo, con la penna. Ma non cambiò linea; anzi aveva dato il via a un dibattito culturale che nel corso dei mesi e degli anni si farà sempre più accesso tanto da avvicinare laici a cattolici fornendo legna al pensiero che oggi viene definito Teo-Con. Carlo Rossella, allora direttore di Panorama, fu il primo a proporla come senatrice a vita e da allora il suo nome per palazzo Madama ritorna spesso. Dopo due anni e mezzo esce il secondo libro, 'La forza della Ragione': questa volta nel mirino di Oriana non c'é solo l'Islam ma anche l'Europa "che si è venduta come una sgualdrina ai sultani, ai califfi, ai vizir" perdendo il senso del valore della propria cultura: lo stile è diverso, per molti non condivisibile, ma la difesa delle radici culturali europee è la stessa fatta dal teologo Joseph Ratzinger e dal filosofo Marcello Pera in 'Senza Radici' uscito in libreria sei mesi dopo, a fine 2004. Dello stesso anno è l'ultimo libro della trilogia: 'Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci', 126 pagine scritte "in un qualche posto in Toscana nel luglio del 2004" e dedicate alla sorella Paola Fallaci, anche lei giornalista. Un libro che oggi si può leggere come il suo testamento. La scrittrice-combattente sta già molto male, colpita da anni da un cancro al polmone, e non ha paura a scrivere: "Ho la morte addosso". "Ho qualche anticorpo nel cervello - continua senza pudori - ma non ho molto da vivere. Però ho ancora tante cose da dire". Cose che forse avrà detto nel colloquio privato, che si voleva segreto, con papa Benedetto XVI nell'agosto del 2005. |