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LA 'MENTE' DEGLI ATTACCHI MIRAVA HEATHROW E TORRI LONDRA

L'aeroporto di Heathrow, i grattacieli di Canary Wharf a Londra e le ambasciate britanniche in giro per il mondo erano nel mirino di Khalid Sheikh Mohammed, considerato il pianificatore operativo dell'11 settembre. Lo rivelano informazioni raccolte dai servizi segreti Usa, pubblicate ieri, di cui dà notizia il Times.

 Mohammed - che ora si trova nel carcere speciale di Guantanamo - pensava ad attacchi suicidi contro lo scalo internazionale londinese, contro il grattacielo più alto della zona di uffici lungo il Tamigi, mentre per colpire le sedi diplomatiche britanniche l'interesse si era puntato contro la missione in Cambogia. Ma prima di poter mettere a segno queste mortali imprese, fu catturato e portato in un centro segreto della Cia. Qui da lui furono ottenute informazioni - gli Usa dicono senza uso di tortura - che fanno ritenere ai servizi Usa (una convinzione non condivisa dai britannici) che il piano contro Heathrow era in fase avanzata: aerei dirottati da kamikaze dovevano schiantarsi contro depositi di carburante e terminal affollati, causando un numero enorme di vittime. Responsabile organizzativo di questa missione era Ramzi Binalshibh, anche lui interrogato a lungo dalla Cia e ora a Guantanamo. Il piano, elaborato per mesi dai vertici di Al Qaida, era stato avviato nel 2002 con il reclutamento dei possibili attentatori suicidi, secondo i documenti americani. Quattro sauditi che si sarebbero offerti di far parte del commando sarebbero ancora in libertà.

 La rivelazione dei piani contro la Gran Bretagna viene da un rapporto dell'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale Usa, pubblicato in sostegno all'attuale campagna del presidente George Bush in favore del proseguimento e dell'inasprimento della cosiddetta 'guerra al terrore', nell'approssimarsi dell'anniversario degli attacchi dell'11 settembre 2001. In uno dei suoi discorsi, lo stesso Bush ha parlato di un complotto terroristico che aveva come obiettivo Canary Wharf, possibilmente nel 2004.

La notizia coincide inoltre con la comparsa di un video che per la prima volta mostra Osama Bin Laden che parla con alcuni dei terroristi dell'11 settembre. Secondo gli americani, otto persone coinvolte con i presunti piani d'attacco contro la Gran Bretagna sono state arrestate ed interrogate nelle controverse prigioni segrete della Cia al di fuori degli Stati Uniti: e queste rivelazioni fatte dai prigionieri proverebbero a loro dire l'utilità di questi metodi. Fonti dell'intelligence britannica, scrive il Times, non hanno voluto confermare se i piani contro Heathrow fossero all'origine del dispiegamento di carri blindati all'aeroporto londinese l'11 febbraio 2003. In ogni caso, quella misura di emergenza seguì l'arresto di Binalshibh in Pakistan nel 2002. Sarebbe stato proprio lui a confessare nel dettaglio cosa prevedesse l'azione contro Heathrow.

Dopo il suo arresto Mohammed portò avanti il piano, cercando - pare - di reclutare kamikaze non arabi, per renderli più difficili da individuare. Ma nel febbraio 2003 fu arrestato, sempre in Pakistan. Il testimone passò quindi a Ammar al Baluchi, nipote di Mohammed, che era in contatto con l'attentatore mancato con l'esplosivo nelle scarpe, Richard Reid: ma anche lui fu bloccato. L'intelligence britannica ha reagito con cautela a queste rivelazioni. A Londra, ad esempio, non si ritiene che l'attacco a Heathrow fosse in avanzata fase di preparazione: "Quel che ci sembra di capire, è che si trattava di un'intenzione, più che di un piano già fissato. Heathrow e Canary Wharf sono da sempre bersagli potenziali. Questa informazione non è stata condivisa con noi nel dettaglio", ha detto una fonte al Times.

 

 
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