Per gli americani le stragi dell'11settembre sono come l'assassinio di John F. Kennedy o lo sbarco sulla Luna: novantotto cittadini Usa su cento ricordano esattamente dov'erano e cosa facevano al momento degli attentati che hanno cambiato la storia del mondo. Quel giorno di cinque anni fa e' impresso profondamente nella psiche nazionale con tinte di che vanno dalla paura per il futuro al pessimismo: ben sette americani su dieci sono convintiche difficilmente l'America vincera' la guerra al terrorismo nel prossimo decennio. Il numero dei soldati americani uccisi in Iraq e inAfghanistan (2.975) ha da tempo di gran lunga superato il bilancio finale delle stragi di al Qaida (2.833): un bilancio disangue pesante in un conflitto che non accenna a finire. Gli Stati Uniti si avvicinano al quinto anniversario cercando una via di uscita: molti vorrebbero, ma non sanno come, voltare finalmente pagina. L'ANNIVERSARIO RIACUTIZZA PAURA - Non c'e' Brad Pitt e Angelina Jolie che tengano. L'approssimarsi della data - aiutato dagli arresti in agosto a Londra degli estremisti islamici accusati di voler far saltare in aria aerei con esplosivi liquidi - ha fatto riemergere negli americani il timore di nuove stragi: 73 su cento interpellati dal settimanale Time ritengono che un attentato sul suolo americano sia ''probabile'' nei prossimi 12 mesi. Quattro su dieci guardano con sospetto a persone che sembrano 'di origine mediorientale', 68 su cento si sentono oggi piu' patriottici di allora. Su questi sentimenti ha fatto leva l'amministrazione Bush pianificando di qui all'anniversario una serie di discorsi e diapparizioni del presidente per risollevare, nell'imminenza delle elezioni di midterm, indici di gradimento ormai da mesi cronicamente in ribasso. BUSH, GUERRA 'ALL'ISLAMOFASCISMO' - Filo conduttore diapparizioni che porteranno il 10 settembre Bush a Ground Zero el'indomani al Pentagono e in Pennsylvania e' la denuncia dell'islamofascismo, la nuova, controversa definizione di nemico che ha di recente permesso alla Casa Bianca di equiparare i critici della guerra in Iraq a quanti negli anni trenta ridicolizzarono e ignorarono l'ascesa del nazismo e allo stesso Bush di paragonare le battaglie irachene agli epici scontridella seconda guerra mondiale da Guadacanal a Omaha Beach. L'11 settembre ispira rievocazioni ma soprattutto analisi percercare di capire cosa e' successo all'America e al mondo negli ultimi cinque anni in mezzo al dubbio che l'America non abbia imboccato la strada giusta con l'approccio da cow boy voluto dalla Casa Bianca. TIME, LA GUERRA HA PERSO LA NITIDEZZA MORALE - Sul settimanale New Yorker Lawrence Wright, autore del nuovo libro 'The LoomingTower: al Qaida e la strada verso l'11 settembre', cita il parere convergente di esperti che minimizzano l'importanza di Osama bin Laden e pronosticano un futuro di violenza che va oltre al Qaida. E anche Time nella sua storia di copertinaguarda con nostalgia alla corrente di simpatia che l'America si attiro' dal resto del mondo dopo le stragi: ''Non era comunque destinata a durare perche' il mondo ama una superpotenza solo quando e' ferita'', scrive il settimanale notando che a cinque anni di distanza la guerra al terrorismo''ha perso nitidezza morale: chi poteva prevedere cinque anni fauna battaglia che avrebbe richiesto un esame di coscienza sulla tortura dei prigionieri o un dibattito sulla possibilita' di calpestare parti della Costituzione?''. PROCESSI PER TERRORISMO SCESI AI LIVELLI DI PRIMA L'11/9 - Cinque annidopo la stessa America che in nome dell'11 settembre ha creato il mostro giuridico di Guantanamo, ha perso la guerra al terrorismo sul fronte della legge: il numero dei processi a presunti attentatori negli Stati Uniti e' sceso a livelli confrontabili con quelli di prima delle stragi. Secondo uno studio della Universita' di Syracuse basato su dati del Dipartimento della Giustizia (che pero' ne hacontestato le conclusioni a suo parere ''sbagliate'') su oltre 6.000 sospetti, solo 14 persone sono state condannate a 20 anni di prigione o piu' per terrorismo. Dopo un brusco aumento nel numero dei presunti terroristi perseguiti nel primo anno dopo le stragi, c'e' stato - rileva lo studio - un deciso declino. Attualmente, la giustizia federale degli Stati Uniti si rifiuta di perseguire nove su dieci dei casi di terrorismo che le sono sottoposti per mancanza di prove, mancanza di intenzioni criminali o di palesi crimini federali. LA MALATTIA DI GROUND ZERO FA VITTIME, AZIONI LEGALI -Persistono, cinque anni dopo, le ferite: la citta' di New York ha emesso finalmente, con un lustro di ritardo, una serie di linee guida per aiutare i medici a diagnosticare in migliaia di soccorritori i sintomi della 'sindrome dell'11 settembre', una malattia composita che unisce i segni dello stress post-traumatico ai disturbi respiratori per aver inalato l'aria inquinata delle macerie. Oltre mille lavoratori di Ground Zero si sono intanto uniti all'azione legale presentata da 375 soccorritori che affermano di aver pagato con il cancro i giorni passati sul crollo del World Trade Center: molti di questi sono ex poliziotti, pompieri o addetti alla rimozione dei detriti. |