MAFIA: FINI, STOP A CANDIDATI VICINI A MAFIOSI
Dopo aver sollecitato più mezzi e risorse per la lotta alla mafia, il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel corso del suo intervento a Pescara durante la cerimonia di premiazione del 14/o premio Paolo Borsellino, ha chiesto uno "scatto" anche alla politica. "Bisogna avere la forza - ha detto Fini - di dire ''Io quel signore non lo voglio candidato perche' magari è portatore di interessi che non hanno nulla a che vedere con gli interessi generali della collettivita" .
"La lotta alle mafie si fa attraverso una forte azione di contrasto, ma anche mostrando da parte delle istituzioni concreta vicinanza e solidarietà alle vittime delle intimidazioni mafiose, ai commercianti ai quali viene chiesto di pagare il pizzo, ai cittadini che vengono intimiditi dai boss". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
"A volte - ha sottolineato Fini - l'indifferenza uccide più del tritolo o di una calibro 9. Chi ha dimestichezza con i fenomeni mafiosi criminali, soprattutto in alcune aree del Paese, sa che le istituzioni vogliono sollevare la resistenza morale della società e incentivare la collaborazione degli onesti; non devono limitarsi alle buone intenzioni e nemmeno al varo di leggi di grande rilievo. Devono dimostrarsi attenti alle esigenze di commercianti e cittadini".
"Ai giovani - ha detto il presidente della Camera - non credo si possa dire abbiate fiducia nello Stato e nelle leggi, impegnatevi nel nome dei valori della legalità e della giustizia soltanto con le parole. Il miglior modo per onorare Borsellino e tutti i caduti - ha continuato - il vero modo per mostrare concreta solidarietà a chi è in prima linea, il vero modo per dire a chi è vittima lo Stato è con te, il vero modo è quello di far seguire alle nobili intenzioni dei comportamenti coerenti". "Ai ragazzi - ha concluso Fini - non credo si possa dire soltanto con le parole ma con gli esempi ed è la forza dell'esempio che li deve convincere".



