Viaggio tra cristiani Egitto, eroi fede

Libro racconta incontri e "vite in trincea" comunità cristiane

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 15 MAG - "Cosa sarebbe la Chiesa se non ci fosse il martirio?". E' la domanda che si pone monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, nella prefazione al libro della giornalista ANSA Manuela Tulli "Eroi nella fede. Viaggio di Acs fra i cristiani d'Egitto": "un resoconto, quasi un diario, commovente e documentato del viaggio organizzato dalla Fondazione 'Aiuto alla Chiesa che Soffre' - spiega il presule che vi ha partecipato - in una terra martoriata, l'Egitto, dove la violenza e la crudeltà contro i cristiani (...) ha raggiunto livelli insopportabili".
    L'agile libro-reportage, corredato di immagini e foto, rappresenta così un percorso documentato all'interno di una realtà troppo spesso rimossa dal dibattito pubblico: quella della persecuzione anticristiana, in questo caso in terra egiziana. Viene narrata l'esperienza vissuta circa un anno fa visitando una minoranza religiosa, quella cristiana, che comunque in Egitto è la più ampia del Medio Oriente, con oltre 10 milioni di fedeli, suddivisi tra copto-ortodossi, di gran lunga i più numerosi, e copto-cattolici, circa 300 mila.
    Ecco, quindi, gli incontri con le comunità latine e copto-cattoliche del Cairo, di Minya, di Alessandria e di Assiut, la visita al patriarca copto-ortodosso Tawadros, e lo stato delle chiese copte attaccate dai fondamentalisti islamici.
    Si parla chiaramente di "Vite in trincea", per restituire la quotidianità in un pericolo sempre imminente; si racconta di famiglie, prelati e vescovi "in prima linea"; dell'opera caritativa di religiose e religiosi; si ripercorre una storia di duemila anni, toccando anche questioni e episodi come la presenza francescana e l'incontro a Damietta tra il santo di Assisi e il sultano Al-Malik Al-Kamil in piena Quinta Crociata.
    "Un giovane della mia diocesi - sottolinea ancora mons.
    Cavina -, dopo aver visto un video che racconta il brutale assassinio dei cristiani copti uccisi dall'Isis in Libia, ha posto questa domanda: 'Quanti di noi si sarebbero comportati allo stesso modo?'. E' necessario, allora, chiedersi se per noi Cristo è solo un ideale o una persona di cui siamo innamorati e per la quale siamo disposti a offrire la nostra vita".
    "La presenza vera, reale e concreta di tante persone pronte a testimoniare che non sono disponibili a 'barattare' Cristo con nulla", aggiunge il vescovo di Carpi, "ci porta anche a riconoscere che la Chiesa non è solo un'istituzione umana - come da troppi oggi considerata - ma porta in sé un Mistero capace di cambiare la vita".(ANSA).
   

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