800 anni fa S.Francesco dal sultano, Papa lo ricorda

Numerose celebrazioni Frati Minori su tema del dialogo con Islam

Di Fausto Gasparroni CITTA' DEL VATICANO

    Un gesto di dialogo 'ante litteram', compiuto anche a rischio della propria vita. Fu la visita che Francesco d'Assisi nel 1219 - di cui quindi quest'anni ricorre l'ottavo centenario -, nel pieno della quinta Crociata, fece in Egitto al Sultano ayyubide al-Malik al-Kamil, nipote di Saladino. In quell'anno Francesco si recò ad Ancona per imbarcarsi per l'Egitto e la Palestina, e durante il viaggio, in occasione dell'assedio crociato alla città egiziana di Damietta, insieme con frate Illuminato ottenne dal legato pontificio (il benedettino portoghese Pelagio Galvani, cardinale vescovo di Albano), il permesso di passare nel campo saraceno e incontrare, disarmati, a loro rischio e responsabilità, il sultano.

    Scopo dell'incontro era di potergli predicare il Vangelo, al fine di convertire il sultano e i suoi soldati, e quindi mettere fine alle ostilità. Ricevuto con grande cortesia, Francesco ebbe col Sultano un lungo colloquio, al termine del quale tornò nel campo crociato. Un evento attorno al quale sono fiorite varie leggende sul santo e la sua capacità di convincere e convertire, anche se al-Malik al-Kāmil rimase musulmano, pur apprezzando Francesco ed elargendogli doni in segno di stima.

    L'avvenimento di 800 anni fa a Damietta ha ispirato una tradizione sul dialogo il cui valore per l'attualità diventa sempre più significativo. E a farsene interprete, ricordando quell'evento, è oggi papa Francesco, che tra i viaggi in agenda per i primi mesi di quest'anno - oggi si è aggiunto anche quello in Romania, dal 31 maggio al 2 giugno - ne ha programmati almeno due improntati sul dialogo con l'Islam. Ne ha parlato lo stesso Pontefice lunedì scorso nell'incontro con il Corpo diplomatico: "Prossimamente - ha affermato - avrò l'occasione di recarmi in due Paesi a maggioranza musulmana, il Marocco e gli Emirati Arabi Uniti. Si tratterà di due importanti opportunità per sviluppare ulteriormente il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra i fedeli di entrambe le religioni, nell'ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d'Assisi e il sultano al-Malik al-Kamil".

    E se in Marocco (30-31 marzo) incontrerà anche il capo dei musulmani del Paese, per il viaggio negli Emirati Arabi Uniti (ad Abu Dhabi dal 2 al 5 febbraio), primo Papa nella Penisola araba, dove parteciperà a un incontro interreligioso sulla "fratellanza umana", Francesco ha scelto un motto - "Fa' di me uno strumento della pace" - che è il primo verso di quella "Preghiera semplice" composta dal santo d'Assisi.

    "L'immagine del santo che passa le linee dell'esercito crociato per recarsi all'incontro con Al-Malik resta emblema del superamento di steccato tra popoli, culture, religioni", ha rilevato l'Ordine dei Frati Minori, la cui Pontificia Università Antonianum celebrerà nei prossimi mesi gli 800 anni dell'evento in città significative. A Murcia-Granada, dal 4 al 7 marzo, si rifletterà sui linguaggi, la cultura il metodo dell'incontro tra le religioni secondo la prospettiva di Raimodo Lullo; a Venezia, il 14 marzo, condotta dall'Istituto ecumenico San Bernardino, giornata di studi e approfondimento sui nuovi orizzonti della reciprocità interreligiosa ed ecumenica; a Roma, il 9 aprile, in seno alle tre facoltà dell'Antonianum, si tratterà il tema dell'ospitalità di Al-Malik registrato nella tradizione cristiana; a Gerusalemme, il 15 maggio, sarà messo a fuoco l'evento stesso dell'incontro tra Francesco e Al-Malik e i suoi sviluppi storiografici; a Istanbul, il 19 ottobre, saranno considerati attualità e futuro del rapporto islamo-cristiano.

    Ma non è finita qui, perché a quanto annunciato già da tempo dall'arcivescovo Angelo Spina, il Papa quest'anno dovrebbe anche fare una visita commemorativa ad Ancona, da dove Francesco d'Assisi s'imbarcò per l'Egitto e l'incontro col Sultano.

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