Pakistan: Mobeen, ancora tante Asia Bibi

'Italia ed Europa vigilino su accordi commerciali con Paese'

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 9 AGO - "In Pakistan ci sono ancora troppe 'Asia Bibi', nelle prigioni, ma anche tante donne cristiane rapite, violentate, forzatamente convertite all'Islam e date in spose ai loro rapitori": a parlare è Shahid Mobeen, fondatore dell'associazione 'Pakistani Cristiani in Italia'. E' dunque questa una delle priorità da affrontare in vista della celebrazione, l'11 agosto, della Giornata delle minoranze. Una iniziativa interreligiosa che si è tenuta in queste ore a Karachi, organizzata dall'avvocatessa cattolica Tabassum Yousaf con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha voluto puntare i riflettori su questa drammatica realtà.
    "Negli ultimi giorni il premier del Pakistan Imran Khan ha parlato della protezione delle minoranze religiose del Pakistan sul modello della Carta di Medina dei tempi di Maometto" che stabiliva diritti per gli immigrati di altre religioni. "La protezione ben venga ma noi non siamo immigrati sul territorio - sottolinea Shahid Mobeen in una intervista all'ANSA - ma abbiamo fondato il Pakistan insieme a Mohammad Ali Jinnah e siamo figli di quella terra. Come cristiani siamo presenti in quel territorio prima ancora che arrivasse l'Islam e quindi chiediamo di essere trattati con uguali diritti, con pari dignità e pari opportunità nell'istruzione e nel lavoro perché voglia contribuire alla crescita e allo sviluppo del Paese".
    Mobeen, che rappresenta i pakistani cristiani che vivono in Italia, chiede poi al governo italiano e all'Unione europea di vigilare sugli accordi che hanno consentito interscambi commerciali agevolati al Pakistan: "L'obiettivo di quell'accordo era anche quello di garantire lo sviluppo delle minoranze ma degli 8 miliardi di dollari di reddito guadagnati dal Pakistan mi risulta che neanche un centesimo sia stato speso per lo sviluppo delle minoranze".
    Infine Shahid Mobeen, che in Italia è docente universitario negli atenei pontifici, tonando sul caso di Asia Bibi, la cristiana che era stata accusata di blasfemia ma che è stata assolta dopo nove anni di carcere duro, riferisce: "E' in Canada, sta bene, è con le sue figlie e il marito. Evita ogni visibilità mediatica perché è in questione la sua sicurezza. Alcuni fanatici religiosi hanno messo una taglia sulla sua testa".(ANSA).
   

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