C.Cattolica, Chiesa rilanci sogno Europa

P.Occhetta,per cristiani politica vocazione,no ostentare simboli

(ANSA) - ROMA, 13 GIU - "Quello italiano è stato un voto anomalo, il più anti-europeo, non più radicato nelle culture politiche tradizionali e nella partecipazione": lo sottolinea su La Civiltà Cattolica padre Francesco Occhetta, attento osservatore della politica italiana. Per il gesuita, dopo le analisi dalle quali risulta che la maggior parte dei cattolici praticanti ha votato Lega, e comunque quasi la metà di loro non è andato a votare, ora "alla Chiesa spetta un compito urgente: investire in formazione e partecipazione, aiutare a ritrovare le radici culturali del sogno europeo degasperiano, sostenere chi si impegna, ricostruire un'area culturale moderata, favorire cabine di regia per europeizzare i temi politici nazionali, perché siano ispirati alla dottrina sociale della Chiesa". "Solo ritrovando le radici culturali dello stare insieme, le differenze diventano un valore e non un pericolo", sottolinea padre Occhetta.
    Nell'analisi del voto delle Europee Civiltà Cattolica rileva che "quello italiano è stato un voto anomalo, il più anti-europeo" e che "il successo della Lega di Salvini si è rivelato un vero tornado interno al Paese e un vento debole in Europa". "L'isolamento dall'Europa determinerà per il Paese un isolamento politico".
    In genere, nella campagna elettorale, "la comunicazione politica, basata sul made in Italy e sui simboli identitari, ha mortificato il logos del discorso politico ed esaltato il pathos: le paure hanno prevalso sulle speranze, le credenze sulla realtà, le parole forti su quelle da condividere".
    In questo scenario si pone la vittoria di Matteo Salvini. La sua - evidenzia il gesuita - è "la dimensione sacrale del politeismo leghista, che senza imbarazzo giustappone in un unico pantheon i riti pagani sul Po, il giuramento di Pontida, l'ampolla d'acqua, la croce, i presepi, il rosario e l'invocazione a Maria". E "i segni cristiani vengono utilizzati" anche per creare una contrapposizione tra "noi" e "loro". "Nella fede cristiana la politica è vocazione e visione, è una forma di carità e di servizio, come ricordava Paolo VI, per costruire il bene comune, porre al centro delle scelte la dignità della persona, governare attraverso la sussidiarietà.
    Dei politici cattolici, legittimamente collocati in tutte le forze politiche, conta la testimonianza della fede - conclude padre Occhetta - più dell'ostentazione dei simboli".(ANSA).
   

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