Papa: agli scout, "libertà non è sballo e cellulare"

"Se continuiamo a sfruttarla, natura ci darà lezione terribile"

    I 5.000 ragazze e ragazzi da 20 nazioni, di età tra i 16 e i 21 anni, che papa Francesco incontra nella Sala Nervi chiudevano oggi la settimana di cammino del raduno internazionale 'Euromoot', promosso dall'Uigse-Fse, l'Unione e la federazione degli Scout d'Europa, su percorsi come la Via Francigena o i cammini di San Francesco e San Benedetto. E tra le finalità c'erano quelle di riscoprire le radici comuni, rinsaldare i legami, approfondire l'identità europea. E' così che il Pontefice, nel suo applauditissimo discorso, non fa mancare un'annotazione specifica e chiara.

    "L'amore per l'Europa, che vi accomuna, non richiede solo osservatori attenti, ma costruttori attivi: costruttori di società riconciliate e integrate, che diano vita a un'Europa rinnovata; non protettrice di spazi, ma generatrice di incontri. L'Europa ha bisogno di incontrarsi". "Voi, 'rover' e 'scolte' di tutta Europa avete questo compito storico. Con il vostro cammino e i vostri sogni state già forgiando lo spirito europeo".

    Ma l'intervento del Papa è soprattutto una lezione di vita per i giovani, dinanzi alle tante seduzioni contemporanee. "La libertà si conquista in cammino, non si compra al supermercato - avverte -. Si conquista in cammino. La libertà non arriva stando chiusi in stanza col telefonino e nemmeno sballandosi un po' per evadere dalla realtà. No, la libertà arriva in cammino, passo dopo passo, insieme agli altri, mai soli". Bergoglio consegna ai ragazzi "cinque parole, non mie, ma del Vangelo" - "il Vangelo è il vero navigatore per la strada della vita" - "cinque parole facili da ricordare, un programma di vita, parole semplici, che tracciano una rotta chiara: 'Date e vi sarà dato'".

    "Oggi si pensa subito ad avere - lamenta -. Tanti vivono col solo scopo di possedere quel che piace. Ma non sono mai soddisfatti, perché quando hai una cosa ne vuoi un'altra e poi un'altra ancora e avanti così, senza fine. Non c'è la sazietà dell'avere". Ma "il cuore si allena non con l'avere, ma col dono. L'avere ingrossa il cuore, lo fa pesante, lo fa mondano. Il dono lo fa leggero. È un allenamento di tutti i giorni".

    "Dare", invece, vuol dire "alzarsi dalla poltrona, dalle comodità che fanno ripiegare su se stessi, e mettersi in cammino": "per favore, non lasciate la vita sul comodino, non accontentatevi di vederla scorrere in televisione, non credete che sarà la prossima app da scaricare a farvi felici". Il Papa punta il dito contro "l'alienazione. Tu perdi la tua originalità e diventerai una fotocopia. Ma Dio ha creato ognuno originale, con il nome proprio. Non facciamo della nostra originalità una fotocopia. Quanti giovani oggi, è triste, sono una fotocopia, hanno perso l'originalità e copiano l'identità di qualsiasi altra originalità". In tempi di 'influencer' non è cosa da poco.

    "Se costruite ponti verso gli altri vedrete gli altri percorrere quei ponti verso di voi. Quando invece si sta da soli a guardare per aria, perdendosi nelle proprie fantasie, si vive in bolle di sapone", dice. "Guardate le vostre mani, fatte per costruire, per servire, donare e per dare agli altri e dite a voi stessi: 'I care, l'altro mi riguarda'", cita Don Milani.

    Un'ulteriore raccomandazione riguarda la natura. "'Date e vi sarà dato' vale anche nei confronti del creato. Se continuiamo a sfruttarlo, ci darà una lezione terribile. La stiamo già vedendo. Se ce ne prendiamo cura, avremo una casa anche domani". E nella visione di Bergoglio, "il creato non ha frontiere: è di tutti e per tutti. Le piante, i boschi, gli animali crescono senza confini, senza dogane": "se partiamo dai preconcetti sugli altri, da idee prestabilite, vedremo sempre limiti e barriere. Se invece incominciamo a incontrare l'altro, con la sua storia, con la sua realtà, scopriremo un fratello col quale abitare la casa comune, abitare il creato che non ha frontiere".

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