'No' del Papa a Marx su ostia a luterani

Lettera Ladaria a vescovi tedeschi."Serve riflessione più ampia"

  (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU - Il Papa vi ha fatto cenno 'en passant' e in modo molto indiretto ricevendo stamane in Vaticano una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca. Nel dialogo ecumenico, ha detto Francesco, "dobbiamo camminare, proseguire: non con la foga di correre in avanti per guadagnare traguardi ambiti, ma camminando insieme con pazienza, sotto lo sguardo di Dio". "Alcuni temi - ha aggiunto -, penso alla Chiesa, all'Eucaristia e al ministero ecclesiale, meritano riflessioni puntuali e ben condivise". Ed era chiaro il suo riferimento al tema dell'"intercomunione", molto discusso nella Chiesa di Germania, riguardante la possibilità di dare la comunione agli sposi non cattolici nel caso di coppie miste.
    E proprio nelle stesse ore si diffondeva la notizia che il Pontefice aveva detto 'stop' all'iniziativa adottata in proposito dalla Conferenza episcopale tedesca - guidata dal suo stretto collaboratore e cardinale di Monaco, il progressista Reinhard Marx - e al "sussidio pastorale" approvato a maggioranza nel febbraio scorso in cui, in determinati casi e sotto l'accurato controllo del parroco sulla volontà degli aspiranti alla comunione, si poteva somministrare l'ostia anche a coniugi non cattolici nei matrimoni interconfessionali.
    Una lettera del neo-cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, redatta in accordo col Pontefice in seguito al vertice con i vescovi tedeschi in Vaticano del 3 maggio scorso, ha informato oggi lo stesso cardinale Marx e con lui l'episcopato di Germania che proprio il colloquio del 3 maggio "ha mostrato che il testo del sussidio solleva una serie di problemi di notevole rilevanza. Il Santo Padre è perciò giunto alla conclusione che il documento non è maturo per essere pubblicato". Nella lettera, anticipata oggi dal blog del vaticanista Sandro Magister e confermata integralmente all'ANSA dalla Sala stampa vaticana, in cui pure si manifestano "riconoscimento e apprezzamento" per "i molteplici sforzi ecumenici della conferenza episcopale tedesca, in particolar modo l'intensa collaborazione con il consiglio della Chiesa evangelica di Germania", si riassumono quindi i "motivi essenziali" della decisione di papa Bergoglio.
    "La questione dell'ammissione alla comunione di cristiani evangelici in matrimoni interconfessionali è un tema che tocca la fede della Chiesa e ha una rilevanza per la Chiesa universale", viene sottolineato, assumendo in pieno una delle obiezioni che erano state formulate al Vaticano da sette vescovi 'dissidenti', tra cui il cardinale di Colonia Rainer Maria Woelki. "Tale questione - aggiunge Ladaria - ha degli effetti sui rapporti ecumenici con altre Chiese e altre comunità ecclesiali, che non sono da sottovalutare". Il tema, poi, "riguarda il diritto della Chiesa, soprattutto l'interpretazione del canone 844 CIC. Poiché in alcuni settori della Chiesa ci sono a questo riguardo delle questioni aperte, i competenti dicasteri della Santa Sede sono già stati incaricati di produrre una tempestiva chiarificazione di tali questioni a livello di Chiesa universale. In particolare appare opportuno lasciare al vescovo diocesano il giudizio sull'esistenza di una 'grave necessità incombente'". Si conclude poi che per il Papa "è una grande preoccupazione che nella conferenza episcopale tedesca resti vivo lo spirito della collegialità episcopale. Come il Concilio Vaticano II ha sottolineato, 'le conferenze episcopali possono oggi portare un molteplice e fecondo contributo acciocché il senso di collegialità si realizzi concretamente' (Costituzione dogmatica 'Lumen gentium' n. 23)".(ANSA).
   

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