Migranti: Ordine Malta, in Italia inerzia su problemi semplici

"Alimentate paure assolutamente non giustificate dai numeri"

   "Mi è capitato di vedere il 'contratto' di governo concordato da Lega e M5s, al capitolo 12 sul tema migrazioni, e c'erano cose che si potevano vedere anche sul programma del Pd, con la revisione dell'accordo di Dublino: un tema attuale, che qualsiasi governo dovrà affrontare. Poi però ho letto anche di '500 mila migranti irregolari che dovrebbero essere rimpatriati', una cosa che richiederebbe 27 anni di voli. Da noi è facile accendere populismi di questo tipo: poi di fronte ai problemi non si trova mai la soluzione, magari anche per i veti incrociati delle parti contrapposte". A parlare è Mauro Casinghini, direttore del Corpo Italiano di Soccorso del Sovrano Ordine di Malta (Cisom), realtà operante nell'assistenza sanitaria al fianco della Guardia costiera all'atto dei salvataggi in mare, tra i relatori della conferenza svoltasi oggi a Roma, alla Villa Magistrale dei Cavalieri di Malta, sul tema "Migranti e rifugiati: il messaggio di papa Francesco e l'azione dell'ordine di Malta".

    "In Italia - ha lamentato - non si è neanche riusciti a stabilire regole sul lavoro dei richiedenti asilo, non parliamo dei clandestini. Non possiamo essere così inerti su problemi semplici". Casinghini ha fatto l'esempio di rifugiati che "sarebbero felici" di fare lavori come la pulizia nelle strade o la manutenzione di parchi e spazi verdi, "insomma di dare un contributo alla città che li ospita". "E invece niente - ha osservato -. Non riusciamo a trovare soluzioni elementari. Quindi bisogna che su questo ci diamo da fare".

    Alla conferenza, moderata nei due panel da Carmen Lasorella e Giuseppe Di Leo, sono intervenuti tra gli altri il senatore Pier Ferdinando Casini, l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi, padre Michael Czerny della sezione vaticana per i Migranti e i Rifugiati, il giornalista Ansa Patrizio Nissirio, l'ex inviato di guerra Alberto Negri. Toccante la testimonianza di suor Angel Bipendu, medico africano del Cisom, da tempo imbarcatasi per il soccorso ai migranti in mare e "adottata", dice lei, dalla Guardia Costiera, che ha raccontato le terribili condizioni in cui anche donne incinte e bambini attraversano il Canale di Sicilia o l'Egeo. "Io dico: la vita è un dono, Dio ci ha dato il soffio della vita, un dono prezioso - ha detto la religiosa -. perché io non devo dare una mano a chi sta affogando e mi chiede di aiutarlo? E' il motivo che mi ha portato a imbarcarmi, pur avendo paura del mare e senza neanche saper nuotare".

    E' stato poi Stefano Ronca, segretario generale degli Affari Esteri dell'Ordine di Malta, a descrivere la vasta azione svolta in aiuto alle popolazioni migranti, sia nel campo dell'intervento attivo di soccorso e assistenza sul campo sia in quello della "diplomazia umanitaria" tramite le proprie 133 rappresentanze nel mondo e nelle organizzazioni multilaterali.

    "L'atteggiamento verso i migranti - ha osservato - si è trasformato negli anni da umanitario in prevalentemente securitario. Si genera uno stato d'ansia che assolutamente non è giustificato dai numeri". Le soluzioni? "Non sono né i muri, né le barriere - ha rimarcato - anche se non è detto che debbano cadere le frontiere. Ogni soluzione non può che esser concordata da più parti, gestita, altrimenti sarà precaria, non durerà".

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