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Ocse:Strategia competenze, media Paesi 27%, Italia indietro

Più difficoltà di altri Stati, 13 mln adulti a basse competenze

05 ottobre, 15:45
(ANSA) - ROMA, 05 OTT - La media delle competenze tra gli adulti dei Paesi dell'Ocse si aggira sul 27 per cento della popolazione; in Germania e Polonia la percentuale oscilla dal 23 al 29 per cento, l'Italia è invece in ritardo, con 13 milioni di adulti che hanno basse competenze. E' quanto emerge dal rapporto sulla 'Strategia delle competenze'.

"L'Italia ha maggiori difficoltà rispetto ad altri paesi nello sviluppare le competenze, per far fronte alla globalizzazione, alla digitalizzazione e all'invecchiamento della popolazione", basti pensare che ci sono 13 milioni di adulti con basse competenze, si tratta del 40%, un livello molto più alto di quello che si osserva in altri paesi", ha spiegato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, alla presentazione al Tesoro con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Gurria ha dunque suggerito di spingere sull' "alternanza scuola lavoro e aumentare gli incentivi sugli apprendisti", oltre che "migliorare i livelli degli istituti tecnici superiori" e dell'offerta di "percorsi di istruzione professionale" per gli adulti. "L'Italia è bloccata in un equilibrio di basse competenze": da una parte "è insufficiente l'offerta" ma è "fiacca anche la domanda" che viene dal mercato, dalle imprese, ha proseguito. Insomma, il Paese è come in un morsa, che non promuovere i 'talenti'. Uno "stallo" da cui il Governo sta cercando di uscire con piani come "Industria 4.0, per consentire alle imprese di essere più attive".

Occorre favorire "un'organizzazione flessibile del lavoro, l'accesso ai servizi dell'infanzia a costi più contenuto, in modo da conciliare vita e lavoro" a vantaggio delle donne ma non solo. In particolare per Gurria, bisogna puntare sugli asili nido, visto che portano "benefici anche nelle capacità di apprendimento" dei ragazzi, come "dimostrano i dati Pisa", gli standard internazionali di valutazione degli studenti, in base alle competenze, ai 'talenti' espressi. Insomma chi si è cimentato con l'asilo nido ha poi vantaggi 'scolastici'. (ANSA).

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