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Terrorismo: Mektic(Bosnia),deradicalizziamo foreign fighters

Accordo con l'Italia per rimpatri migranti

30 ottobre, 19:19
(ANSA) - TRIESTE - Monitoraggio capillare e un nuovo progetto di deradicalizzazione insieme con una rete di informazione che coinvolge anche i Paesi europei. Sono le iniziative adottate di recente dalle autorità della Bosnia Erzegovina per far fronte alla presenza degli jihadisti nel Paese. Lo spiega Dragan Mektic, ministro degli Interni della Bosnia Erzegovina, intervistato a margine del recente vertice sui Balcani Occidentali svoltosi a Trieste.

Come pensa di risolvere il suo Paese il problema della presenza o del ritorno di tanti jihadisti? "Il problema esiste, da noi cinquanta foreign fighters sono tornati in Bosnia Erzegovina dai paesi della guerra. Questo problema viene risolto con la legge bosniaca, vengono processati in base al nostro diritto penale e quindi vengono portati davanti ai tribunali".

Sono già cominciati i processi? "Una parte di questi foreign fighters e' gia' nelle prigioni e sono in corso e stanno per cominciare i processi a loro carico".

Si tratta di persone che le autorità bosniache monitorano? "Sono individui tutti sotto controllo da parte delle forze dell'ordine e dall'intelligence. Nei loro confronti c'e' una attenzione particolare e riservata".

Uno dei problemi in questo ambito è stato finora lo scarso scambio di informazioni tra i vari Paesi "C'è una novità in questo senso: tramite Europol abbiamo scambiato informazioni e informato i paesi europei su nomi e dati. Dunque, se uno dei fighters si trova nei paesi europei la polizia e' gia' informata. E' inoltre in via di attuazione un nuovo progetto di deradicalizzazione".

Di cosa si tratta esattamente? "E' un nuovo progetto di deradicalizzazione dei foreign fighters: lavoriamo con le loro famiglie, entriamo nelle loro case per vedere cosa sia possibile fare. La stessa cosa la facciamo anche in prigione per restituirli, poi, alla societa' civile. Si tratta di un progetto nuovo". La Bosnia ha di recente sottoscritto a Trieste una intesa con le autorità italiane per il rimpatrio degli stranieri in posizione irregolare, provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica. E' un messaggio per i migranti? "E' anche un messaggio forte per i migranti a non andare nei paesi dell'Unione europea in modo illegale perché dopo, comunque, saranno rimpatriati nei loro paesi d'origine".

Un passaggio obbligato per l'adesione all'Unione europea? "Quando la Bosnia Erzegovina trattava con l'Ue sull'adesione, una delle richieste era di firmare questo protocollo per quanto riguarda la riammissione dei migranti senza permesso. Ogni paese Ue deve firmare il protocollo singolarmente, ora ha firmato l'Italia. Si tratta di un accordo molto importante per i rapporti fra IT e BH nel quadro delle migrazioni illegali.

Questo protocollo significa che la Bosnia si impegna a riammettere nel proprio paese tutti i migranti illegali venuti in paesi europei come l'Italia".

Sarete obbligati a 'riprendere' i migranti "Esatto: il risultato è che se l'Italia li manda di nuovo in Bosnia Erzegovina, noi come paese abbiamo l'obbligo di riceverli". (ANSA).

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