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Trapeznikov nuovo capo autoproclamata Repubblica Donetsk

Cremlino,tensione per attentato Donetsk.Ieri ucciso Zakharchenko

01 settembre, 12:28
(ANSA) - DONETSK (UCRAINA), 1 SET - Dmitry Trapeznikov è il nuovo capo della autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DPR). E' stato nominato in sostituzione di Alexander Zakharchenko, rimasto vittima ieri di un attentato avvenuto in un ristorante, il Separ, nella zona roccaforte dei ribelli filo russi, dove è stata fatta esplodere una bomba. Dmitry Trapeznikov era vicepresidente del Consiglio dei ministri della DPR.

Cremlino, attentato a Donetsk crea tensioni e complica Minsk MOSCA (ANSA) - MOSCA, 1 SET - L'omicidio di Alexander Zakharchenko, capo dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk (DPR), porta a maggiori tensioni nella regione e non favorisce l'attuazione degli accordi di Minsk. Lo ha detto il Cremlino precisano che Vladimir Putin non ha in programma contatti imminenti con il capo ad interim della DPR Dmitry Trapeznikov a causa dell'agenda "troppo fitta". "Oggi non c'è spazio", ha sottolineato il portavoce Dmitri Peskov, citato da Interfax.

L'attentato di ieri al caffè 'Separ' - stando al 'ministro' della Salute della DPR Alexander Oprishchenko - è costato la vita anche alla guardia del corpo di Zakharchenko e ha provocato 12 feriti (nessuno è in pericolo di vita).

"L'omicidio di Zakharchenko, naturalmente, porta a crescenti tensioni nella regione e non è favorevole a creare le condizioni per l'inizio dell'attuazione degli accordi di Minsk", ha detto il portavoce del Cremlino. Secondo Peskov si tratta di "una provocazione, senza dubbio". "Va ancora chiarito chi c'è dietro a questa provocazione", ha sottolineato (di Mattia Bernardo Bagnoli) (ANSA) - MOSCA, 31 AGO - La tensione torna a salire nel Donbass, la regione separatista ucraina appoggiata dalla Russia dove, sin dal 2014, si vive in un vero e proprio conflitto congelato. Alexander Zakharchenko, capo di una delle due autoproclamate repubbliche ribelli, quella di Donetsk, è stato infatti ucciso in quello che è stato definito dai ribelli "un attentato" mentre si trovava nel caffè 'Separatist', situato nel centro della città. Mosca, dal canto suo, ha subito incolpato Kiev di essere responsabile dell'omicidio. Zakharchenko, 42 anni, era a capo della repubblica di Donetsk sin dal novembre del 2014 e, nel corso di questi anni, era sopravvissuto a diversi attentati. La sua buona stella alla fine lo ha però abbandonato e oggi è rimasto vittima di una esplosione mentre si trovava nel caffè - di proprietà, stando a Vedomosti, del capo della sua guardia del corpo - in compagnia del 'ministro' delle Finanze Alexander 'Tashkent' Timofeyev, anche lui rimasto ferito nell'incidente (le sue condizioni di salute non sono al momento note) così come almeno altre tre persone. Le autorità di Donetsk hanno fatto sapere di aver fermato alcuni "sabotatori ucraini" poco dopo l'attentato mentre percorrevano le strade della città in macchina. "Si tratta di un'altra aggressione da parte dell'Ucraina: vendicheremo la morte di Zakharchenko", ha tuonato Denis Pushilin, presidente del Consiglio del Popolo di Donetsk. A dargli manforte ci ha pensato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Ci sono tutte le ragioni per credere che dietro questo assassinio vi sia il regime di Kiev: hanno giù utilizzato metodi simili, più volte, per eliminare persone indesiderate", ha dichiarato. "Invece di rispettare gli accordi di Minsk, e cercare modi di risolvere il conflitto interno, i guerrafondai a Kiev stanno attuando lo scenario terroristico esacerbando la complessa situazione nella regione", ha incalzato. I servizi di sicurezza ucraini (SBU) hanno negato ogni coinvolgimento e hanno puntato il dito contro i "conflitti interni" alle nuove oligarchie di Donetsk e all'opacità dei loro affari. Se, come sempre, Kiev e Mosca tirano l'acqua ai rispettivi mulini, di fatto la situazione sul campo nel Donbass si è aggravata molto nel corso dell'estate e la conta dei morti e dei feriti, da entrambi i lati del fronte, continua a salire. E gli accordi di Minsk, appunto, restano lettera morta. I contatti fra Mosca e Washington proseguono e si aggiungono a quelli periodi del 'formato Normandia', che oltre a Russia e Ucraina comprende Germania e Francia. Angela Merkel e Vladimir Putin, nel loro incontro agostano a Meseberg, hanno essenzialmente preso atto che il processo di pace "non sta andando da nessuna parte" e hanno affrontato nuovamente il tema della possibile missione dei caschi blu dell'Onu nel Donbass, unica vera novità capace di smuovere le crisi. Il conflitto da congelato rischia però ora d'infiammarsi. In Ucraina il prossimo anno ci saranno le presidenziali e l'attuale leader Petro Poroshenko continua a battere il tasto sul tema dell'ingresso del Paese nella Nato - che per Mosca equivale a un affronto. Un equilibrio sempre più difficile da mantenere.

(ANSA).

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