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Ue, rinegoziare contratti South Stream-Stati membri

Gazprom, sorpresi da tempi reazione Commissione

06 dicembre, 14:23
(ANSA) - BRUXELLES - I contratti sul gasdotto South Stream stretti tra la Russia e gli Stati membri Ue dove questo transiterà devono essere rinegoziati, perché violano le norme europee. Lo ha reso noto la Commissione Ue, il cui responsabile all'energia Guenther Oettinger ha inviato una lettera al ministro dell'energia di Mosca.

Gli accordi bilaterali internazionali che la Russia ha firmato con Bulgaria, Ungheria, Grecia, Slovenia, Croazia, Austria e anche con la Serbia sono infatti stati analizzati da Bruxelles, che ha identificato una serie di problemi che devono essere risolti, pena l'apertura di procedure d'infrazione, ha avvertito la portavoce del commissario.

I punti da modificare sono: la gestione da parte di Gazprom del gasdotto, quando le norme Ue per i nuovi gasdotti prevedono l'unbundling; l'utilizzo esclusivo del gasdotto, a fronte della legislazione europea che prevede l'apertura dell'infrastruttura ad altre società; e il sistema di tariffazione, che non può essere fissato solo da Gazprom ma deve essere approvato dai regolatori. Nella lettera inviata a Mosca, Bruxelles si è detta "pronta ad assistere la Russia e gli stati membri per risolvere la questione". Se Gazprom non volesse rinegoziare, Bruxelles non può bloccare la costruzione del gasdotto ma, ha fatto osservare la portavoce di Oettinger, questa poggia su prestiti bancari e gli istituti di credito "stanno molto attenti alle condizioni di certezza legale o chiedono più garanzie" per erogare i finanziamenti.

Gazprom ha fatto notare che il contenuto degli accordi internazionali tra Russia e i paesi Ue coinvolti in South Stream è "stato pubblico per anni", per questo "siamo sorpresi e delusi che la Commissione europea abbia manifestato le sue preoccupazione solo ora, dopo l'inizio dei lavori di costruzione". "Questa infelice tempistica è ancor meno comprensibile dato che South Stream ha ricevuto lo status di priorità nazionale in diversi stati membri Ue", sottolinea il colosso russo dell'energia, assicurando però che "la costruzione" della nuova pipeline "procederà come previsto nel pieno rispetto delle leggi locali e degli standard internazionali". Le "restanti questioni regolamentari" riguardo l'applicazione della legislazione energetica europea, invece, propone Gazprom, "possono essere chiarite in parallelo", sulla falsariga degli accordi stretti per Opal, il braccio onshore di Nord Stream. (ANSA).

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