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Unrae, a Stato 22 mln con deducibilità 10% costo acquisto

Piano rilancio mercato fino a un massimo di 2mila euro in 4 anni

20 novembre, 14:10
Romano Valente, direttore generale Unrae Romano Valente, direttore generale Unrae

La detraibilità dalla dichiarazione dei redditi del 10% del costo di acquisto di una nuova auto con emissioni fino a 120 g/km di CO2, fino ad un massimo di 2.000 euro in 4 anni, e la contestuale rottamazione di un'auto Euro 0, 1 e 2 creerebbe vendite aggiuntive per 300mila unità e farebbe incassare allo Stato 22 milioni di euro in 4 anni. E' il piano per far ripartire il mercato proposto dal presidente dell'Unrae Massimo Nordio alla conferenza stampa annuale dei rappresentanti delle case automobilistiche estere operanti in Italia.

''Riteniamo che una simile manovra - ha precisato Nordio - possa indurre nel primo anno 100.000 famiglie italiane ad acquistare una nuova vettura, con un incremento dell'8% del mercato. E poi via via a scalare fino a 55.000 famiglie all'anno nel medio termine. Per l'erario, a fronte di una copertura finanziaria iniziale di 64 milioni di euro nel primo anno, equivalenti al 5 per mille investito dallo Stato per le ristrutturazioni delle abitazioni nel 2013, stimiamo man mano un maggior gettito Iva capace di generare un flusso positivo di 22 milioni di euro in 4 anni''.

''Abbiamo condiviso questa proposta con i ministri dello Sviluppo economico Guidi e dei Trasporti Lupi, oltre che con il presidente della Commissione Finanze della Camera Capezzone. Ma - ha precisato Nordio - siamo pronti ad un'altra 'escalation' e cercheremo di arrivare sul tavolo del presidente del Consiglio''. Comunque, ''il Governo continua a sostenere settori specifici, tanto è vero che la lista delle spese detraibili è molto lunga e tra quelle più importanti emerge il sostegno per le ristrutturazioni edilizie. Pertanto - si è chiesto Nordio - se la casa è un bene primario e la mobilità privata lo è altrettanto, per quale motivo questa non dovrebbe essere presa in considerazione?''.

Per il presidente dell'Unrae quindi il tema non è trovare le risorse ma ''decidere politicamente di redistribuirle, ''stabilendo una volta per tutte che l'auto è ancora un settore cardine per il nostro Paese, che produce occupazione e ricchezza, e prevedendo misure che invertano il trend, confermato dalla ricerca Censis, di 3,9 punti di contributo al Pil persi in 5 anni''. Nordio, precisando che la proposta dell'Unrae al momento non è stata condivisa con le altre associazioni, ha però ricordato che presso il ministero dello Sviluppo economico è aperto ''un tavolo di discussione sull'auto. E comunque - ha aggiunto - non è importante da chi arrivi l'dea ma che si realizzi. Noi se un'altra associazione facesse una proposta a vantaggio della filiera automotive l'accetteremmo''.

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