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Auto: Unrae, rinnovare parco con deducibilità costo acquisto

Il 10% fino a massimo di 2mila euro in 4 anni, all'erario 22 mln

20 novembre, 14:10
Massimo Nordio, presidente Unrae Massimo Nordio, presidente Unrae

(di Graziella Marino)
MILANO - Un aiuto da parte dello Stato a quelle famiglie che a causa della crisi hanno dovuto rinunciare all'acquisto dell'auto nuova ma che, non potendone fare a meno per gli spostamenti quotidiani, sono costretti a circolare con vetture vecchie pericolose ed inquinanti. Lo ha chiesto oggi nella sua Conferenza stampa l'Unrae, l'associazione che riunisce le case automobilistiche estere operanti in Italia, presentando un piano quadriennale di deducibilità di una parte del costo di acquisto di una vettura che creerebbe vendite aggiuntive per 300mila unità e, solo nel primo anno, di 100 mila nuove auto. Cifra che porterebbe nel 2015 ad una crescita dell'8% del mercato, che passerebbe quindi dagli 1,4 milioni previsti a 1,5.

La ricetta proposta dalle case estere è semplice: dare la possibilità alle famiglie di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 10% del costo di un'auto con emissioni fino a 120 g/km di CO2, fino ad un massimo di 2.000 euro in 4 anni, e la contestuale rottamazione di un'auto Euro 0, 1 e 2. ''Riteniamo che una simile manovra - ha precisato il presidente dell'Unrae Massimo Nordio - possa indurre nel primo anno 100.000 nuovi acquisti e poi via via a scalare fino a 55.000 all'anno nel medio termine. Per l'erario, a fronte di una copertura finanziaria di 64 milioni di euro nel primo anno, equivalenti al 5 per mille investito dallo Stato per le ristrutturazioni delle abitazioni nel 2013, stimiamo man mano un maggior gettito Iva capace di generare un flusso positivo di 22 milioni di euro in 4 anni''. Il piano Unrae permetterebbe anche di recuperare circa 1.000 addetti nei settori della distribuzione e dell'assistenza, mentre la conseguente riduzione di incidentalità legata al rinnovo del parco auto delle famiglie porterebbe ad un minor costo sociale di oltre 77 milioni di euro. Inoltre il rinnovo del parco e la rottamazione delle auto più vecchie farebbe risparmiare circa 400mila tonnellate di CO2 in 4 anni.

''Il nostro piano è stato condiviso con i ministri dello Sviluppo economico Guidi e dei Trasporti Lupi, oltre che con il presidente della Commissione Finanze della Camera Capezzone. Ma - ha precisato Nordio - cercheremo di arrivare anche sul tavolo del presidente del Consiglio''. Per il presidente dell'Unrae il tema non è trovare le risorse ma ''decidere politicamente di redistribuirle, stabilendo una volta per tutte che l'auto è un settore cardine per l'Italia, che produce occupazione e ricchezza, e prevedendo misure che invertano il trend di 3,9 punti di contributo al Pil persi in 5 anni''.

A supporto della proposta avanzata dall'Unrae, nel corso della conferenza stampa è stata anche presentata una ricerca del Censis che, in pratica, giunge alle stesse conclusioni: l'urgenza di spingere il rinnovo del parco circolante delle famiglie italiane che è uno dei più vecchi d'Europa, con un'età media di 9,5 anni ed autovetture con oltre 14 anni (il 28,4% del parco) che sfiorando i 10 milioni di unità. Quest'ultime emettono ogni anno circa 22,5 milioni di tonnellate di CO2 e se venissero sostituite, spiega il Censis, le emissioni si ridurrebbero di 12,2 milioni di tonnellate. Inoltre la loro sostituzione determinerebbe una riduzione della mortalità per incidenti stradali del 7,8% circa.

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