Auto: Anfia, dal 2007 persi 15-20.000 posti lavoro in Italia
Task force per comparto. Alix Partners,Italia giu' al 22/o posto
07 maggio, 19:59TORINO - In Italia dal 2007 si sono persi tra i 15.000 e i 20.000 posti di lavoro nella componentistica auto. E' questa la stima di Mauro Ferrari, presidente del Gruppo Componenti Anfia, che chiede al nuovo governo una task force per definire un piano strategico di medio periodo per il comparto. Dall'inizio del nuovo secolo il Paese e' precipitato dall'undicesimo al ventiduesimo posto nella classifica mondiale dei Paesi produttori, ricorda Stefano Aversa, amministratore delegato di Alix Partners.
L'occasione per fare il punto sul settore e' il convegno sul futuro della componentistica italiana nel contesto internazionale, organizzato dall'Anfia a Torino. Un comparto che, sottolinea Ferrari, ''mantiene comunque una forte vitalita' e continua a valere circa il 3% del Pil nazionale, con un export che, nel 2012, valeva circa 18 miliardi, pari a oltre il 45% del fatturato e una bilancia commerciale positiva per 7,4 miliardi (+2,2%)''. Ferrari spiega che il fatturato 2011 della componentistica italiana era pari a 42 miliardi di euro con un export pari a circa 19 miliardi, mentre per il 2012 e' atteso un fatturato intorno ai 38 miliardi con un calo del 10-12%. ''L'Italia - afferma Aversa analizzando la classifica dei Paesi produttori- e' in compagnia della stragrande maggioranza dei Paesi europei: la Francia ad esempio e' scesa dal quarto all'undicesimo posto. Solo la Polonia e la Germania hanno resistito grazie rispettivamente a motivi di competitivita' e per la presenza di produttori Premium''. Guida la classifica la Cina ''con 18 milioni di veicoli prodotti, che le hanno consentito di passare dal nono al primo posto in dieci anni''.
Aversa indica una previsione di 100 milioni di veicoli per il 2017 a fronte degli 80 milioni prodotti nel 2012 e parla di ''un mondo a tre velocita', con l'Europa occidentale in retromarcia dal 2007, che non accenna ad andare avanti, l'Europa Orientale che ha quasi totalmente recuperato le perdite del 2007, una parte del mondo con il Nord America in crescita a una cifra, la Cina e l'area Bric in forte sviluppo. L'India - spiega - e' invece una promessa non mantenuta, si potrebbe sostituire con la Turchia come Paese trainante. Ci sono poi alcuni mercati emergenti come l'Indonesia e i Paesi arabi del petrolio''.
















