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La Cadillac ATS-V.R è pronta per il campionato GT3

A Los Angeles arriva il modello di serie, la ATS-V Coupé

17 novembre, 19:37
Cadillac ATS-V.R Cadillac ATS-V.R

ROMA - Di solito le auto da corsa vengono presentate successivamente ai modelli di serie da cui derivano, ma Cadillac ha deciso di invertire la prassi e di svelare le prime immagini della ATS-V.R che sarà la capostipite della futura generazione di modelli V-Series ad alte prestazioni ed è pronta ad affrontare la stagione sportiva 2015. La ATS-V.R altro non è che la versione racing della futura ATS-V Coupé 2016, che Cadillac presenterà la settimana prossima, accanto alla ATS-V berlina, al Los Angeles Auto Show per poi lanciarla sul mercato americano durante la prossima primavera.

La nuova ATS-V.R da 600 cavalli rispetta le specifiche internazionali FIA GT3 e potrà competere in più di 30 diverse categorie GT in tutto il mondo, confrontandosi con marchi del calibro di Aston Martin, Audi, Bentley, BMW, Ferrari, Lamborghini, McLaren e Porsche. "La V-Series è la massima espressione della crescita dei contenuti dei prodotti Cadillac - ha dichiarato Johan de Nysschen, Presidente Cadillac - ampliare la V-Series rappresenta il prossimo passo nella crescita di Cadillac". Il cuore della ATS-V.R è il motore LF4.R, cioè la versione da corsa del 3.6 Twin Turbo V6 montato sulla Cadillac CTS Vsport. Tra le sue caratteristiche tecniche, adatte alle specifiche della classe GT3, troviamo i due turbocompressori BorgWarner di dimensioni maggiori, l'intercooler di capacità superiore, la gestione del motore da competizione e uno scarico diretto a uscita laterale. Tutto il motore è costruito in alluminio e il cambio si trova al retrotreno, configurando una distribuzione delle masse del 49% all'anteriore e del 51% al posteriore.Tra le numerose modifiche apportate per rispettare le specifiche FIA GT3, ci sono i passaruota allargati, e il kit aerodinamico dotato di splitter anteriore in fibra di carbonio, mentre il fondo completamente piatto dirige l'aria sotto la vettura verso i diffusori posteriori, contribuendo a creare l'effetto di deportanza. 

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