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Nuove Moto Guzzi V7, evoluzioni tecnologiche della storia

Personalita' diverse in allestimenti Stone, Special e Racer

30 marzo, 16:50
Nuove Moto Guzzi V7, evoluzioni tecnologiche della storia Nuove Moto Guzzi V7, evoluzioni tecnologiche della storia

di Valerio Monaco

MANDELLO DEL LARIO - La prima sensazione, in sella a una delle nuove Moto Guzzi V7, è quella di salire a cavallo della storia. Ma basta inserire la prima e fare pochi metri per scoprire le inedite e insospettabili qualità e prestazioni che raccontano l'evoluzione epocale della nuova V7. Nata nella storica fabbrica di Mandello del Lario e allestita nelle versioni Stone, Special e Racer la nuova V7 sa trasmettere rare emozioni evocate dallo stile inconfondibile e personale, dal particolare piacere di guidare e di stare in sella e dal gradevole suono baritonale dello scarico. Il design delle nuove V7 traghetta la storica gloria del marchio nelle esigenze di resa e funzionalità del nostro tempo.

Il serbatoio più capiente, per garantire un'autonomia di riferimento, è modellato ad arte per restare fedele allo stile delle V7 Special e V7 Sport del tempo. Nei tre allestimenti si riscoprono tre personalità diverse e affascinanti, a cominciare dalla Stone, sobria, essenziale ma pura nelle linee e funzioni. Più di tendenza e vagamente retrò la Special indugia nelle verniciature bicolore e nelle cromature sparse ad arte senza mai eccedere. Marcatamente sportiva in stile anni '70 la Cafè Racer è il sogno degli sportivi dell'epoca con il sebatoio cromato, i mezzi manubri, le pedane arretrate in stile e la sella in vetroresina con il rivestimento in simil-camoscio nero, come le GP dell'epoca. Ovunque si guardi colpisce il gioco di cromature e componenti di alluminio spazzolato, dagli strumenti retrò, memoria dei Veglia-Borletti del tempo, alla profusione di simboli dell'aquila Moto Guzzi sparsi sulla meccanica. Insieme al piacere di sentirsi parte di una storia gloriosa come quella di Moto Guzzi, le nuove V7 regalano una raffinata evoluzione tecnologica che si traduce nel 12 per cento in meno dei consumi - si percorrono 23 km con un litro di benzina - e delle emissioni.

E' nuovo, inoltre il 70 per cento della componentistica del motore per ottenere prestazioni ottimali e un'autonomia che - con il nuovo serbatoio in acciaio da 22 litri - sale a circa 500 km tra un pieno e l'altro senza nulla togliere allo sprint offerte da un bicilindrico a V da 744 cc che eroga 50 Cv a 6.200 giri e 60 Nm di coppia a soli 2.800 giri. Numeri che significano passeggiare in 5° velocità a 60 km/h e poter accelerare senza la minima incertezza. Guidare su salite e discese curve e controcurve del glorioso Circuito del Lario ci ha permesso di apprezzare la fluidità di erogazione della potenza, l'accelerazione pronta ma mai violenta e l'allungo che ha raggiunto una maturità invidiabile. Pregio a cui si sposa il peso piuma contenuto in 179 Kg, il buon lavoro della forcella Marzocchi con steli da 40 mm e degli ammortizzatori posteriori Bitubo pluri-regolabili. Anche qui i numeri e le caratteristiche significano montare in sella su una moto maneggevole come una bicicletta, gradevole da condurre, intuitiva e, nello stesso tempo, stabile e sicura in ogni andatura e condizione della strada. Una moto che si adatta a chi si è appena affacciato alla guida della motocicletta ma anche all'esperto che cerca un veicolo agile e da condurre in totale relax.

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