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Per concessionari ecomobilità fa crescere business del 10%

I dati del sondaggio InterAutoNews

07 novembre, 19:23
Per concessionari ecomobilità fa crescere business del 10% Per concessionari ecomobilità fa crescere business del 10%

ROMA - Presentati nel cuore di H2R Ecomondo, e per il decimo anno consecutivo, i risultati dell'indagine effettuata presso 310 Concessionari ufficiali sul tema ''l'ecomobilità come opportunità di business''. Gli elementi emersi con decisione, tra quelli trattati, riguardano soprattutto la convinzione che sia possibile realizzare, grazie all'ecomobilità, una crescita del fatturato pari al 10%. Nel corso del dibattito sui risultati del sondaggio, condotto da Tommaso Tommasi, direttore di InterAutoNews e Fabio Orecchini, presidente del Comitato Scientifico, è emersa la necessita di individuare meglio il concetto di ecomobilità non solo automobilistica, ma relativa all'intero sistema di mobilità urbana. Sul palco dell'Agorà, nucleo centrale di H2R Ecomondo, si sono confrontati i Top Manager delle principali Case operanti in Italia. Tra questi Andrea Crespi, direttore generale Hyundai Italia, Andrea Fiaschetti, AD Mazda Italia, Moreno Seveso, direttore generale M.M.Automobili (Mitsubishi) Italia, Fabrizio Curci, CEO MOPAR (Fiat Chrysler Automobiles), Andrea Alessi, direttore VW Italia e Massimo Nordio, AD e direttore generale gruppo VW Italia e presidente UNRAE, in rappresentanza del 73% del mercato Case Estere in Italia.

Dal confronto tra conduttori e rappresentanti delle case costruttrici è emerso che il 'sistema Concessionari' e il 'sistema case costruttrici' hanno esigenze diverse. Per i Concessionari sono le motivazioni economiche e culturali a far considerare l'opportunità di business 'Eco' solo dai 'grandi gruppi' o da una nicchia ben definita. Significa, in pratica, che la fascia intermedia dei Concessionari che rappresenta la maggioranza, non è intenzionata a investire in eco-mobilità.

Diversa la situazione per i costruttori per i quali ci sono le proposte e la motivazione a rispondere al crescente bisogno di ecomobilità. Nel confronto tra rappresentanti delle case e quanto affermano i dati emersi dal sondaggio di InterAutoNews, appare chiara la diversa visione tra concetto di eco-mobilità esclusiva, di nicchia, e quella ''vera'' a portata dei più.

Bisogna inoltre tenere conto che in Italia dieci milioni di auto hanno ancora livelli emissioni inquinanti e non possono essere sostituite con altre 'eco-compatibili'. La crisi economica e il diverso processo d'acquisto sono dunque i cambiamenti epocali da affrontare per sopravvivere nel mercato. E' emersa quindi la necessità di rinnovare il parco aziendale inquinante. Sono infatti le auto con minor impatto le migliori occasioni di fare business perché consumi ed emissioni sono in testa alle motivazioni di acquisto dei clienti. Si auspicano, infine, azioni coraggiose che apportino modifiche radicali alle infrastrutture, con la conseguente opportunità di creare le condizioni per grossi investimenti e concrete opportunità di fare business.

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