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Taxi 100% elettrici, parte sperimentazione a Roma

Progetto di Uri e Nissan, che invocano sostegno istituzioni

26 settembre, 18:51
Taxi 100% elettrici, parte sperimentazione a Roma Taxi 100% elettrici, parte sperimentazione a Roma

ROMA - Parte a Roma una sperimentazione per verificare la fattibilità operativa del trasporto taxi con veicoli 100% elettrici, con l'obiettivo di incentivare le istituzioni a supportare la mobilità sostenibile. L'alleanza 'green' nella Capitale nasce tra Nissan Italia e Unione Radiotaxi D'Italia (Uri) che, oggi, hanno presentato la partnership che porterà sulle strade di Roma due taxi, Nissan Leaf, della Cooperativa 3570, puntando ad allargare la sperimentazione a stretto giro anche a Milano e Firenze.

L'accordo, ha spiegato Loreno Bittarelli, presidente di Uri e Cooperativa 3570, prevede l'istallazione di una colonnina di ricarica rapida della casa automobilistica presso il centro hub della Compagnia di taxi all'aeroporto di Fiumicino in grado di ricaricare i veicoli in meno di 30 minuti da zero all'80%, e un'innovativa unità di ricarica rapida mobile: un furgone Nissan NV400 equipaggiato esclusivamente per il 3570, che permetterà ai taxi 100% elettrici di essere sempre disponibili. L'utilizzo di queste vetture porterà oltre a un indubbio taglio delle emissioni inquinanti, un dimezzamento dei costi per i tassisti che sceglieranno in futuro questa soluzione green.

Il passaggio ai taxi elettrici presuppone però la soluzione delle problematiche di ricarica, processo che secondo Bittarelli, "è in ritardo anche a causa dalla scarsa attenzione della politica nazionale e locale". "Noi - ha aggiunto - la nostra parte l'abbiamo fatta puntando sulla mobilità sostenibile, senza sussidi nè incentivi ma ci auguriamo di avere presto una risposta da parte delle istituzioni".

Sulla scia della strada intrapresa da Nissan con i taxi elettrici in città come Lisbona, Amsterdam, Londra e New York, Bruno Matucci, amministratore delegato di Nissan Italia, ha ricordato che "il problema è rappresentato dalle infrastrutture, laddove c'è stato un investimento la mobilità elettrica è partita perché i vantaggi sono indubbi". "In Italia purtroppo - ha concluso - non sembra essere prioritario il supporto alla mobilità elettrica".

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