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Auto: Anfia, +5% export componentistica italiana 1/mo semestre

Saldo positivo bilancia commerciale di 4,2 mld (+3,1%)

28 ottobre, 13:58
Auto:Anfia,+5% export componentistica italiana 1/mo semestre Auto:Anfia,+5% export componentistica italiana 1/mo semestre

A fronte di una produzione di autoveicoli ancora in calo, la componentistica italiana continua a dimostrare buona salute e una forte capacità di penetrazione internazionale. Nel primo semestre del 2014, infatti, l'export della filiera dei componenti per autoveicoli ha raggiunto 10,2 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. Inoltre portando così la bilancia commerciale a un saldo positivo di 4,2 miliardi di euro, il 3,1% in più rispetto al 1°semestre 2013. Nello stesso periodo crescono anche le importazioni (+6,4%), per un valore di 5,9 miliardi di euro, portando così la bilancia commerciale a un saldo positivo di 4,2 miliardi di euro, il 3,1% in più rispetto al 1°semestre 2013. Lo rende noto l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia), sottolineando che il primo mercato è quello europeo, 70% del totale, con la Germania primo paese di destinazione, la Cina invece è il primo acquirente tra i paese asiatici.

Le esportazioni del settore componenti, ricorda l'Anfia, rappresentano il 5,2% di tutto l'export italiano, a fronte del 4,9% dello stesso periodo del 2013, mentre, le importazioni valgono il 3,3% circa. La classifica dell'export per paesi di destinazione vede al primo posto la Germania con 2,1 miliardi di Euro e una quota del 21% sul totale; seguono Francia (11%) e Spagna(8%). L'esportazione verso i paesi dell'Unione Europea vale 7,2 miliardi di euro, mentre quella verso gli altri continenti è di 3 miliardi di euro, con un leggero calo dell'1,9% ma con un saldo positivo di 1,5 miliardi.

"La filiera della componentistica ha rafforzato, anche negli anni della crisi, la sua propensione all'internazionalizzazione - ha dichiarato Aurelio Nervo, presidente del gruppo componenti Anfia - riuscendo a contenere le perdite proprio grazie al crescente peso delle commesse estere, adesso si esporta di più che nel 2007, prima della crisi e questa filiera merita di essere promossa a livello internazionale, anche per attrarre investimenti sul nostro territorio".  

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