Auto, ad aprile torna calo a due cifre, mercato -10,83%
Fiat, quota gruppo al 30,20%, cala del 14,4% in un anno
02 maggio, 21:12di Graziella Marino
ROMA - Passato l'effetto sciopero bisarche, che a causa del blocco delle consegne registrato a marzo del 2012 in Italia aveva permesso due mesi fa al mercato dell'auto di limitare i danni ad -4,9%, ad aprile le vendite tornano a fare i conti con la dura realta', segnando un calo delle immatricolazioni del 10,83% a 116.209 unita'. Dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione, nel marzo 2010, si tratta della 37/ma flessione subita dal mercato, precisa il Centro Studi Promotor. In questo scenario Fiat Group Automobiles ad aprile ha immatricolato in Italia 35.093 nuove vetture, in flessione del 14,4% rispetto alle 40.871 di un anno fa, mentre la quota si e' attestata al 30,20%, in calo rispetto al 31,36% di un anno fa, ma in progresso rispetto al 28,75% di marzo. Tutti in flessione i brand del gruppo torinese, anche se Fiat - precisa in una nota il Lingotto - ''migliora la quota sia nel mese, sia nel quadrimestre e in entrambi i casi si attesta al 21,9%", grazie alle buone performances di Panda, Punto e 500.
Per il Centro Sudi Promotor ''proiettando su base annua i dati dell'ultimo semestre il risultato atteso per il 2013 e' pari a 1.247.537 unita', ancora piu' basso degli 1,4 milioni registrati nel 2002, che rappresentavano una flessione del 44% rispetto al livello precrisi del 2007''. Anche il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi vede 'nero'. ''L'anno - dice - potrebbe chiudersi attorno a 1.100.000 unita', 900 mila pezzi in meno rispetto alla soglia minima di sopravvivenza della filiera''. E questo ''significherebbe una perdita di fatturato per il settore di 15,9 miliardi di euro, mentre lo Stato perderebbe circa 3,3 miliardi di euro della sola Iva, cui si aggiungerebbero diversi milioni di euro derivanti dal mancato apporto di altre tasse quali bollo e Ipt''. Senza calcolare poi ''il costo degli ammortizzatori sociali per centinaia di migliaia di lavoratori''.
Le cause del disastro sono note: dal caro carburanti ed assicurazioni, alle difficolta' di accesso al credito, all'eccessivo carico fiscale che pesa sull'auto. Solo il nuovo Governo puo' rimuoverle creando le premesse per il rilancio del mercato. Ed e' appunto al nuovo esecutivo che tutti gli osservatori lanciano il proprio appello a fare presto.
Per l'Unrae qualche segnale di timida ripresa gia' si vede: ''la raccolta ordini registra per la prima volta dopo molti mesi un segno positivo: oltre il 4% in piu' e circa 117.000 contratti, che portano il primo quadrimestre a chiudere intorno a 464.000 unita', riducendo la flessione a quasi il 14% rispetto allo stesso periodo del 2012''. ''Il mondo dell'auto guarda con speranza all'attivita' del nuovo Governo'', dichiara il neopresidente Massimo Nordio. ''Se verranno messe in campo le azioni annunciate - dice - in particolare su Imu ed Iva, la domanda di beni durevoli e, nello specifico, di auto, potrebbe riprendere nei prossimi mesi e dall'attuale stima di mercato inferiore ad 1,3 milioni si potrebbe passare a circa 1.350.000 unita'''. Per il presidente dell'Anfia Roberto Vavassori "la buona notizia è che la nostra filiera, nonostante la sofferenza sul mercato domestico, rimane forte sulle esportazioni che, in riferimento al 2012, per la sola componentistica automotive valgono circa 18 miliardi di euro, con un saldo positivo della bilancia commerciale di 7,4 miliardi".








