Auto, in Europa a marzo 18/mo calo. GB supera Germania
Mercato - 10,3%. Lingotto fa meglio (-1,2%),Fiat cresce (+7,7%)
18 aprile, 17:00di Graziella Marino
ROMA - Ennesimo tonfo per il mercato dell'auto in Europa. A marzo i 27 Paesi Ue più quelli Efta hanno immatricolato solo 1.346.889 vetture, in flessione del 10,3% rispetto a un anno fa. Siamo a 18 cali consecutivi, dice l'Acea (l'Associazione dei costruttori di auto presenti in Europa) che ha diffuso i dati. Prosegue pero' l'andamento ''decisamente migliore del mercato'' del gruppo Fiat, che a marzo contiene il calo delle vendite in Europa all'1,2% (a 80.703 nuove vetture). Soprattutto, come rileva nella nota il Lingotto, grazie al buon andamento del marchio Fiat, che il mese scorso ha visto crescere i volumi del 7,7% a 63.149 unità , con la 500L che risulta in Europa l'auto più venduta del suo segmento e Fiat 500 e Panda che si confermano le city car più richieste. La quota di mercato di Fiat Group Automobiles, invece, a marzo era al 6%, in crescita sul 5,4% di marzo 2012 ma in calo sul 6,8% di febbraio.
In questo scenario generale di crisi, in Europa le vendite di auto sono in calo in tutti i principali mercati, con l'unica eccezione della Gran Bretagna, che con un +5,9% (a 394.806 unita') a marzo mette a segno la tredicesima crescita consecutiva e il volume piu' alto dal 2010, soffiando alla Germania lo storico ruolo di locomotiva dell'Europa. Il mercato tedesco, infatti, diventa secondo in classifica con 281.184 unita' ed un -17,1%. Terza nella 'top five' la Francia con 165.829 vetture (-16,2%), mentre l'Italia scivola al quarto posto (132.020, -4,9%) seguita dalla Spagna (72.677, -13,9%).
''Il mercato europeo dell'auto vede in sofferenza la zona euro, con immatricolazioni in calo a marzo del 15,9% contro una crescita dell'1,8% nei Paesi Ue che non hanno adottato la moneta unica'', sottolinea il Centro Studi Promotor, che spiega il dato con una ''politica economica della zona euro che privilegia l'austerity ed é in netto contrasto con le politiche adottate nel resto del mondo, che privilegiano la crescita. Una situazione che per il CSP richiede urgenti ''interventi di sostegno dei redditi e dei consumi di massa per rilanciare il mercato dell'auto e l'economia in Europa''. Sulla stessa linea e' l'Unrae, l'associazione che rappresenta le case automobilistiche estere in Italia, che rileva un ''andamento di flessione generalizzato praticamente in tutta Europa'', dove ''ben 23 paesi su 29 presentano il segno meno''. Tra i piu' in sofferenza c'e' l'Italia dove, secondo il presidente dell'Anfia Roberto Vavassori, una volta superato lo stallo politico "servira' una seria politica industriale per tornare competitivi''.








