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Quintegia, in Italia in 5 anni -31% di concessionari auto

Dealer troppo concentrati sul nuovo e poco sul web

17 aprile, 17:02
Quintegia, in Italia in 5 anni -31% di concessionari auto Quintegia, in Italia in 5 anni -31% di concessionari auto

MILANO - Dal 2007 in Italia sono stati chiusi  il 31% dei concessionari auto, di cui il 7% nel 2012. E' quanto emerso dai dati diffusi da Quintagia secondo cui dai 3.450 concessionari presenti nel Paese nel 2002 si e' scesi nel 2007 a 2.950 e ad inizio 2013 a 2.011. Secondo l'analisi di Quintegia, la societa' di ricerca e formazione sulla distribuzione automobilistica che ha diffuso i dati in occasione della presentazione dell'evento Automotive Dealer Day che si svolgera' a Veronafiere dal 14 al 16 maggio, l'intero comparto dell'auto e della sua distribuzione e' in panne in Italia, ma e'  comunque in grado di ripartire con una 'rivoluzione culturale' del modello di business, che dovra' necessariamente avviarsi da internet, dai servizi post vendita, dalla gestione dell'usato e dalle formule multibrand.

   ''Tutto il settore - ha sottolineato Leonardo Buzzavo presidente di Quintegia - e' ancora troppo concentrato sulla vendita di auto nuove, con margini sempre piu' risicati e con una forte contrazione del numero delle concessionarie e degli imprenditori del settore''. Dal 2002 ai primi mesi del 2013 secondo l'osservatorio Quintegia, sono infatti scomparse il 41,7% delle ragioni sociali di cui il 7% solo nell'ultimo anno. In maniera quasi uniforme sono diminuiti anche il numero dei mandati e delle sedi dei concessionari. ''Ma a una riduzione ben piu' che fisiologica dei punti vendita che nel 2017 arrivera' al 71% - ha precisato Buzzavo - non ha corrisposto una crescita di vendite medie per mandato, in quanto i dealer negli ultimi 5 anni hanno venduto il 40% in meno, passando da 1.050 a 630 vetture per mandato''. Non siamo, pero', sull'orlo di un baratro: per Buzzavo ''questi dati non segnano il 'de profundis' del commercio auto, in quanto non esistono settori maturi, e nemmeno quello dell'auto lo e', mentre lo sono invece le strategie, diventate obsolete''.

Secondo il presidente di Quintegia ''occorre innovare, ribilanciare il business e sperimentare nuovi formati a partire dall'approccio al cliente, da internet, dai servizi di post vendita''. In Italia si vendono meno auto nuove (- 39%, dal 2004 al 2012, con una perdita del 47% sugli acquisti dei privati), un dato negativo che pero' diventa drammatico se abbinato al nostro modello di business. ''Tra i nostri concessionari - ha aggiunto Buzzavo - c'e' ancora troppa dipendenza dal nuovo'' una voce che rappresenta di gran lunga l'elemento principale dei guadagni dei dealer con un'incidenza sui profitti al 56%, seguita dall'usato (11%) e post vendita (33%). L'esatto contrario di quanto succede in Germania, dove quest'ultima voce e' al 66% e la vendita di auto nuove rappresenta 'solo' il 26% del business. L'Italia e' di gran lunga ancora la cenerentola del post vendita, superata da tutti i principali mercati europei - che presentano una media-profitto vicina al 60% - mentre sul fronte dell'usato gli operatori nel nostro Paese realizzano quasi 3 volte meno di Stati Uniti e Regno Unito. Una pericolosa dipendenza dal 'nuovo' in un mercato decimato e ancor piu' debilitato dalla fortissima contrazione dei margini. Lo sconto medio a cliente e' salito attorno al 15%, al punto che i costi fissi delle aziende sono coperti in gran parte da componenti di margine variabili e da 'campagne extra', piu' che sono oggi gli incentivi forti all'acquisto. ''A tenere in vita i dealer - ha sottolineato Buzzavo - sono allora i bonus e le campagne, che rappresentano una variabile incerta di remunerazione a fronte di una struttura di costi rigida e fissa''.

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