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Fiat, Marchionne pronto a confermare impegni in Italia

17 nuovi modelli entro 2016.In 3-4 anni impiego pieno lavoratori

17 gennaio, 16:51
Fiat, Marchionne pronto a confermare impegni in Italia Fiat, Marchionne pronto a confermare impegni in Italia

MILANO - "Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per l'Italia". Lo ha detto l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, al Quattroruote Day, aggiungendo che ''in tre-quattro anni'' si arrivera' ''all'impiego pieno dei nostri dipendenti''. L'amministratore delegato di Fiat ha ricordato che il Lingotto presentera' 17 modelli e 7 aggiornamenti prodotti entro il 2016. E, a chi gli chiedeva se il prossimo investimento dopo Grugliasco sara' quello di Mirafiori, ha detto: ''non abbiamo parlato di Mirafiori, abbiamo parlato di Grugliasco. Quando saremo pronti ad annunciare gli altri investimenti lo faremo''.

Riguardo alla richiesta di nuova cig da parte di Fiat per lo stabilimento di Melfi, Marchionne ha precisato: "a Melfi tutto nuovo per ripartire per i mercati internazionali, detto e fatto. Uno che capisce un minimo di auto sa che per cambiare da una vettura all'altra deve cambiare tutto. Non faccio panini io. Anche lo stabilimento di Grugliasco che fa la macchina che viene dopo il Liberty della Jeep, è stato chiuso per un anno. E' assolutamente normale".

Marchionne ha poi parlato dell'accordo con Gac per la produzione in Cina della Jeep, precisando che ''la produzione di Jeep in Cina partira' da 100 mila vetture all'anno, ma e' potenzialmente raddoppiabile a oltre 200 mila. Lo stabilimento - ha aggiunto - è pronto e potenzialmente potrebbe iniziare la produzione tra 18 mesi". Riguardo al mercato dell'auto europeo l'ad di Fiat ha detto che chiuderà il 2013 "in linea con il 2012'' e che la Fiat non chiudera' stabilimenti. ''Alla fine, dopo tutta questa caciara - ha aggiunto - gli unici a non chiudere certamente siamo noi''.

Nel 2013 ''andranno invece bene'' i mercati di America, Brasile e Cina", mentre riguardo ai negoziati sull'accordo di libero scambio con il Giappone, l'ad di Fiat ha precisato che ''non ci sono motivi per esporre l'industria dell'auto europea ad un altro accordo squilibrato con uno dei nostri principali concorrenti, il Giappone. Un accordo che metterebbe a rischio dai 35 mila ai 73 mila posti di lavoro''. ''Sono il primo a schierarmi - ha aggiunto - a favore di un mercato libero e senza barriera, ma alla base di tutto cio' deve esserci un principio sacrosanto: la parita' di condizione per i concorrenti''.

Comunque, dopo tanti anni in cui il settore auto e' stato considerato ''piu' come una vacca da mungere che come un patrimonio da valorizzare e rafforzare'', dalla Commissione Europea e' arrivato un paio di mesi fa ''un segnale di speranza''. ''Kars 2020, il piano d'azione che l'industria europea dell'auto, adottato a novembre dalla Commissione Europea - ha osservato Marchionne - e' certamente una buona notizia. Almeno sulla carta, per ora. Il documento riconosce chiaramente l'importanza strategica del settore auto per la ripresa economica, per generare crescita ed occupazione. Sottolinea la necessita' di un impegno attivo dell'Europa per rafforzare la competitivita' del settore e sostenerlo nel seguire nuove opportunita' di crescita nei mercati mondiali''.

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