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Marchionne, mercato marzo orribile. Volumi in calo del 40%

Riforma lavoro va fatta, grandissima fiducia in Monti

30 marzo, 20:36
Marchionne, mercato marzo orribile. Volumi in calo del 40% Marchionne, mercato marzo orribile. Volumi in calo del 40%

TORINO - Un mese ''orribile'' per il mercato italiano dell'auto con un calo dei volumi che si aggira intorno al 40% e ''non solo per colpa dello sciopero delle bisarche''. Sergio Marchionne arriva a sorpresa all'iniziativa di Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo a Torino. Niente a che vedere con un interesse per la politica, chiarisce subito ai cronisti: ''Io in politica? Mai, mai e poi mai. Ho sempre scoraggiato e non ho cambiato idea su questo. Non sta a me giudicare come sarebbe in quella veste. Sono qui oggi solo perche' e' un mio amico e voglio ascoltarlo''.

Marchionne ribadisce che ''la Fiat non lascia l'Italia'', ma il Paese ''deve cambiare, abbandonando un atteggiamento passivo nei confronti del presente''. Sul mercato italiano dell'auto la previsione e' negativa: ''nel 2012 - dice - si attestera' a quota 1.500.000. Abbiamo perso un milione di vetture, siamo al 40% dei volumi in meno rispetto al 2007''. Quanto alla Fiat nessun timore per la concorrenza alla Panda della Volkswagen Up!, in particolare nella versione a cinque porte. ''Non mi preoccupa'', taglia corto il manager del Lingotto che, sulla sentenza del giudice di Bologna che ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale accogliendo il ricorso della Fiom, ribadisce che la casa torinese si appellera'. ''Non voglio entrare nel merito, ma dal punto di vista legale non si capisce. E dire che ho studiato giurisprudenza. Gestiremo anche questo''.

L'amministratore delegato della Fiat parla anche della riforma del mercato del Lavoro che ''va fatta, non c'e' alternativa''. ''Mi dica quanti altri Paesi - aggiunge - hanno un sistema come il nostro. Nessuno, quindi bisogna cambiarlo. Come lo decide Monti e il suo governo, abbiamo grandissima fiducia in lui come persone e come gestore. Non potevamo avere di meglio, facciamolo gestire''. Nessun timore di tensioni sociali: ''e' stata tradizione del sistema italiano trovare sempre compromessi, ora questo non funziona''. Al premier nessun consiglio: ''Ognuno fa il suo mestiere, lui il suo, io il mio.

Sarebbe come chiedere a Monti come avrebbe fatto la Panda. Poi si puo' anche criticare ma non si puo' fare l'allenatore del lunedi' mattina, non e' una buona cosa''. Quanto a Fiat e Chrysler, le due teste del gruppo ai lati opposti dell'Atlantico, ''devono vivere e crescere insieme come un'unica famiglia''. Le due case ''devono sentirsi libere e stimolate nel mettere in comune le cose che sanno, con la coscienza che e' l'unica via per impararne di nuove''. In pratica, ''due culture che si uniscono'' e che per questo costituiscono, a suo dire, ''la miglior garanzia del nostro successo''.

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