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Ministro canadese a Marchionne,da noi assemblaggio Alfa

Incontri al Lingotto,in Ontario opportunita' per imprese indotto

08 aprile, 20:16
Fiat:ministro canadese a Marchionne,da noi assemblaggio Alfa Fiat:ministro canadese a Marchionne,da noi assemblaggio Alfa

TORINO - ''Chiediamo alla Fiat di fare l'assemblaggio per le vetture Alfa Romeo negli stabilimenti Chrysler dell'Ontario, aumentando cosi' la produzione e l'occupazione. E' un'opportunita' per noi e per loro, spero di convincere Marchionne''. E' questa la mission principale della visita torinese del ministro dello Sviluppo Economico dell'Ontario, Sandra Pupatello che oggi ha incontrato al Lingotto gli imprenditori e, subito dopo, Sergio Marchionne. A entrambi gli appuntamenti era presente anche l'ambasciatore canadese, James Fox.

''La 500 e' stata presentata in Canada - afferma Pupatello, che, nei giorni scorsi, e' stata anche a Milano - e le richieste sono davvero tante. Per i nostri concessionari essere scelti dalla Fiat e' come vincere alla lotteria''.

In Canada la casa di Detroit produce nello stabilimento di Brampton la 300C e la Dodge Challenger, a Windsor il minivan e il Town & Country, a Etobicoke (Toronto) componenti di meccanica per le auto. Hanno impianti in Ontario anche Toyota, Ford, Gm, Honda, che esportano l'85% della produzione negli Stati Uniti grazie a una logistica di livello molto alto. ''Le vendite della Chrysler - spiega il ministro - sono aumentate nel 2010 del 48%, ma ha anche sottratto quote di mercato ai competitors, Toyota, Ford, Gm, Honda, Bmw e Mercedes.

''Abbiamo iniziato a corteggiare la Fiat - racconta Pupatello - dal 2007, prima dell'operazione Chrysler. Pensiamo che l'Ontario sia per la casa torinese il Paese ideale. Prima della crisi i clienti volevano auto grandi, ora e' cambiato l'interesse e la domanda riguarda soprattutto vetture piccole e medie. Quindi ci sono molte opportunita' per la Fiat in questo segmento''.

Lo stato canadese - dove nel 2010 sono state prodotte 2,2 milioni di auto, il numero piu' alto di tutto il Nord America - guarda anche alle aziende dell'indotto, alle quali offre, oltre alla vicinanza agli Usa, benefici fiscali, con un'aliquota del 25% per le imprese, ma anche detrazioni di oltre il 60% per gli investimenti in ricerca e sviluppo. All'incontro con gli imprenditori hanno partecipato i vertici dell'Unione Industriale e della Camera di Commercio di Torino, rappresentanti dell'Ice, dell'Anfia e del Politecnico.

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