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Flotte auto aziendali inserite nella mobilita' 'integrata'

Ricerca di Arval indica i trend evidenziando possibile ripresa

12 maggio, 11:10
Flotte auto aziendali inserite nella mobilita' 'integrata' Flotte auto aziendali inserite nella mobilita' 'integrata'

MILANO - Per superare l'attuale momento di difficolta' i gestori delle flotte aziendali italiane stanno guardando con crescente interesse alla mobilita' integrata, alla diffusione della telematica nei veicoli e ad un maggiore ruolo degli operatori del settore fleet anche come veri 'consulenti fiscali' per ottimizzare la posizione della flotta nel contesto dell'azienda.

E' quanto emerge dai risultati del Barometro dei Veicoli Aziendali, la ricerca annuale condotta dal Corporate Vehicle Observatory, il centro studi internazionale di Arval Italia, azienda leader nel mercato del noleggio a lungo termine e della gestione flotte aziendali del Gruppo BNP Parisbas. Oltre 300 interviste condotte nel primo trimestre dell'anno hanno evidenziato che saranno i temi della fiscalita', della mobilita' integrata e della telematica a 'guidare' il 2013 delle flotte aziendali italiane, anno che registra alcuni primi segnali di positivita'. Interrogate sull'evoluzione potenziale della loro flotta nei prossimi tre anni, le aziende hanno mostrato una certa ''apertura, affermano nel 30% dei casi che il numero dei veicoli in flotta aumentera'. Contestualmente, afferma la ricerca, prosegue il trend di aumento della durata contrattuale media, sia per le auto (media oltre i 40 mesi) sia per i veicoli commerciali (media oltre i 50 mesi) con un aumento del 10% per le auto e del 25% per i commerciali rispetto al 2007, anno ante crisi.

Il trattamento fiscale delle auto aziendali diventa uno dei principali criteri adottati per la composizione della flotta. Il 39% delle grandi aziende lo considera un parametro addirittura piu' importante del prezzo d'acquisto del veicolo (27%), del costo totale di utilizzo (20%) o della marca (5%). Il 78% delle grandi aziende richiede poi la reportistica sulla flotta ai fini contabili e fiscali.

''Uno dei fenomeni piu' evidenti - ha dichiarato ad ANSA Andrea Solari, direttore del Corporate Vehicle Observatory di Arval - e' l'evoluzione del fleet manager che sta diventando sempre piu' un mobility manager, cioe' un'unica figura professionale per la gestione della flotta e dei viaggi d'affari". Questo dirigente e' gia' presente - ricorda Arval - nel 65% delle aziende con piu' di 100 dipendenti e nel 75% delle aziende con piu' di 1000 dipendenti.

''La nostra mission - ha ribadito Solari - e' quella di offrire alle aziende una chiave di lettura sempre aggiornata, per comprendere, interpretare e anticipare i maggiori fenomeni di mercato. L'obiettivo e' quello di offrire riflessioni e analisi per la definizione delle strategie di corporate mobility''. Come è emerso dalle diverse relazioni, la crisi ha fatto fare un salto in avanti su questi temi, in quanto il maggiore impegno nella definizione e nella gestione delle flotte può consentire sensibili risparmi. ''Una evoluzione - ha detto Solari - che e' confermata dal fatto che nell'ambito delle aziende le problematiche della flotta e dei viaggi stanno diventando sempre piu' di competenza di livelli di direzione elevati, come quella generale o quella delle risorse umane, e non piu' del solo ufficio acquisti''. L'obiettivo a cui puntare, contando sul supporto del Corporate Vehicle Observatory (con le differenti specificita' affrontate da consulenti del calibro di Ernst & Young, di Econometrica e del Centro Studi Promotor, del Centro Studi Fleet & Mobility, di Clickutility on Earth e del Centro di ricerca trasporti e logistica della Sapienza Universita' di Roma) e' dunque quello di integrare sempre piu' tutte le forme di mobilita' aziendale, dall'auto al veicolo commerciale, dai mezzi di trasporto urbano al treno e all'aereo, all'interno di un unico sistema di gestione, capace di ottimizzare risorse ed opportunita'.

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